Novilunio di Fritz Leiber

Volume dei Massimi della Fantascienza dedicato a Fritz Leiber
Volume dei Massimi della Fantascienza dedicato a Fritz Leiber

Il romanzo “Novilunio” (“The Wanderer”) di Fritz Leiber venne pubblicato per la prima volta nel 1964. Vinse il Premio Hugo come miglior romanzo dell’anno. In Italia è stato pubblicato dalla Libra Editrice nel n. 14 della collana “Slan. Il meglio della Fantascienza” e da Mondadori nel volume “Leiber” della collana “I Massimi della Fantascienza”, nel n. 230 della collana “Classici Urania” e nel n. 58 della collana “Urania Collezione”.

Un oggetto appare dal nulla vicino alla Luna. Dalla forza gravitazionale che esercita si comprende ben presto che si tratta di un pianeta e gli scienziati teorizzano che chiunque lo controlli sia in grado di farlo viaggiare nell’iperspazio.

La gravità del nuovo pianeta provoca terremoti e soprattutto uno sconvolgimento nelle maree della Terra e il suo campo magnetico disturba le comunicazioni radio. Il peggio però accade alla Luna perché il pianeta misterioso la cattura nella sua orbita e comincia ad assorbirne il materiale.

Uno degli astronauti in missione sulla Luna riesce a mettersi in salvo partendo con una delle astronavi disponibili ma viene catturato. Un altro umano viene catturato sulla Terra da un’astronave aliena e portato sul pianeta, dove incontrerà un’aliena che appartiene ad una specie felina, sensuale e pericolosa allo stesso tempo.

“Novilunio” è per certi versi il romanzo più ambizioso di Fritz Leiber perché è un romanzo catastrofista ed è anche una space opera, per cui attinge alle basi della fantascienza classica, ma allo stesso tempo include molti personaggi che sono persone comuni e narra le loro vicende. Non a caso è insolitamente lungo per gli standard di Leiber: è infatti lungo oltre trecento pagine.

Il lato catastrofista è la base di “Novilunio” e occupa la maggior parte del romanzo. Quando il pianeta che esce improvvisamente dall’iperspazio, il Vagabondo del titolo originale, le conseguenze per la Terra sono devastanti, soprattutto nelle zone vicine ai mari. Le maree vengono sconvolte dalla gravità del pianeta e milioni di persone sono costrette a fuggire per salvarsi dove l’acqua invade le coste.

Fritz Leiber segue le vicende di vari personaggi non solo in diversi luoghi degli U.S.A. ma anche in Inghilterra e nei mari del mondo. Il campo magnetico del Vagabondo interferisce con le comunicazioni radio sulla Terra e gli effetti combinati del nuovo pianeta determinano ben presto catastrofi anche a livello sociale. C’è infatti chi ne approfitta per saccheggiare o semplicemente per dar sfogo a istinti violenti e in una situazione sempre più caotica le forze dell’ordine possono fare poco.

Qui c’è il pricipale difetto di “Novilunio”: i personaggi sono davvero tanti, troppi per riuscire a svilupparli tutti, infatti parecchi non vanno oltre i cliché di un certo tipo di persona e alcune sottotrame non hanno una vera utilità. Fritz Leiber ha voluto andare oltre il classico romanzo catastrofista basato sul punto di vista di pochi personaggi inserendone in “Novilunio” una gran quantità alternandone i punti di vista: purtroppo ha esagerato.

Forse se il romanzo avesse avuto una lunghezza doppia sarebbe stato possibile sviluppare decentemente tutti i personaggi. Oggi ci sono scrittori che lo fanno ma negli anni ’60 un tentativo di quel tipo era una novità e i romanzi avevano mediamente una lunghezza assai minore. Certo, le sottotrame inutili sarebbero rimaste tali anche se allungate.

Se “Novilunio” è di base un romanzo catastrofista è però vero che c’è anche l’elemento della space opera. Il Vagabondo non ha solo la funzione di dare inizio alla vicenda catastrofista ma anche di presentarci le civiltà esistenti nell’universo. Per gli amanti dei felini l’aliena Tigerishka è un personaggio memorabile ma la sua specie è solo una delle tante che si sono sviluppate ben prima dell’umanità.

Nonostante abbia vinto il premio Hugo, “Novilunio” è forse il romanzo più controverso di Fritz Leiber perché l’eccessiva quantità di personaggi con le loro sottotrame rende difficile seguire tutte le loro vicende e questo determina un giudizio negativo in molti lettori. Personalmente, pur essendo d’accordo sull’errata gestione dei personaggi vedo anche gli elementi positivi di questo romanzo perciò globalmente lo considero comunque buono.

È difficile non consigliare un romanzo di Fritz Leiber ma se non vi piacciono le storie frammentate in molte sottotrame “Novilunio” potrebbe deludervi e annoiarvi, in caso contrario può essere una lettura intrigante per i tanti elementi in esso contenuti.

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