
Il romanzo “Il lungo silenzio” (“The Long Loud Silence”) di Wilson Tucker venne pubblicato per la prima volta nel 1952. Nel 1969 il romanzo uscì in una nuova edizione revisionata. In Italia la versione originale è stata pubblicata da Mondadori con il titolo “Il silenzio della morte” nel n. 13 della collana “Biblioteca Economica Mondadori”, la versione revisionata è stata pubblicata da Fanucci nel n. 40 della collana “Futuro. Biblioteca di Fantascienza” e nel n. 23 della collana “Biblioteca di Fantascienza” e da Mondadori nel n. 104 della collana “Urania Collezione” del settembre 2011.
Il caporale Gary festeggia il suo compleanno ubriacandosi talmente che quando si addormenta non si rende conto che la zona degli U.S.A. a est del Mississippi è stata attaccata. Quando si sveglia si ritrova in una città quasi vuota.
Gary scopre che le città maggiori dell’est sono state distrutte da bombe atomiche e che l’attacco è stato portato anche sotto forma di contaminazione batteriologica. Quando cerca un contatto con l’esercito si rende conto che lungo il Mississipi è stato messo in piedi un cordone sanitario con tanto di soldati pronti a sparare a chiunque tenti di passare il fiume perché i sopravvissuti sono portatori sani di peste polmonare.
Gary vuole trovare un modo per passare il Mississippi senza farsi uccidere ma nel frattempo deve sopravvivere in una zona in cui ogni parvenza di civiltà è svanita e le persone ancora vive sono pronte a tutto per appropriarsi del cibo e delle risorse ancora disponibili.
“Il lungo silenzio” è un romanzo piuttosto deprimente non solo perché è del tipo catastrofico / apocalittico ma anche per come vengono descritte in maniera pessimista le conseguenze dell’attacco atomico / batteriologico.
In moltissime storie di questo tipo la maggioranza dei sopravvissuti cerca di organizzarsi collaborando per raccogliere le risorse rimaste mantenendo almeno le basi della civiltà. Certo, ci sono sempre quelli che cercano di prendere ciò che vogliono con la forza e in generale sono i cattivi e vengono sconfitti. Se da qualche parte esiste ancora un’autorità, prima o poi i sopravvissuti riescono a contattarla per cominciare un ritorno ad una parvenza di normalità.
Ne “Il lungo silenzio” i sopravvissuti all’attacco in genere sono disposti a tutto per prendere il cibo rimasto e tutto ciò che serve a loro. A ovest del Mississippi gli U.S.A. esistono ancora ma non solo hanno abbandonato i sopravvissuti, hanno anche messo in quarantena a tempo indeterminato la zona attaccata.
“Il lungo silenzio” non è un romanzo di fantapolitica: si dà per scontato che il lettore conosca la situazione ai tempi della Guerra Fredda ma non ci sono riferimenti ai motivi dell’attacco né alle sue conseguenze a livello mondiale. Il romanzo è focalizzato sulla storia del caporale Gary e dei suoi tentativi di sopravvivere nella speranza di trovare il modo di attraversare il Mississippi senza essere ucciso perciò il lettore sa ciò che il protagonista scopre nel corso del romanzo.
Nello scenario desolato della zona est degli U.S.A. il protagonista è un anti-eroe a cui importa solo sopravvivere. Non ha ambizioni di ripristinare la civiltà nella zona attaccata, non gli interessa neppure crearsi un suo dominio. Se gli conviene collabora con altri sopravvissuti, se gli conviene cerca si sfruttarli ma non ha un reale desiderio di socializzare. Complessivamente, Gary è una persona ordinaria, con pregi, difetti e meschinità. Dopo l’attacco è sopravvissuto inizialmente per la fortuna di essere immune alla peste polmonare e successivamente grazie alla sua esperienza in guerra, che nella versione originale è la II Guerra Mondiale mentre nella versione revisionata è la guerra del Vietnam.
Nel corso del romanzo tuttavia Gary si adatta rapidamente al crollo della civiltà, tanto che uccide diverse persone senza esitare. Il finale originale scritto da Wilson Tucker era davvero duro, tanto che il suo editore gli chiese di attenuarlo.
Dato che il protagonista de “Il lungo silenzio” è unico mentre altri personaggi appaiono in parti ridotte del romanzo, solo Gary è sviluppato, anche se in realtà non c’è un particolare approfondimento psicologico. D’altra parte nel corso del romanzo la sua mente è focalizzata sulla sopravvivenza e sull’attraversare il Mississippi.
Complessivamente “Il lungo silenzio” è un buon romanzo che ancor oggi vale la pena di leggere perché le tematiche vanno al di là della Guerra Fredda ma riguardano lo sfaldamento della civiltà in caso di un evento catastrofico.
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