
Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive la scoperta di un sistema analogo ai vari CRISPR, che sono già usati per modificare il DNA, che invece può agire sull’RNA (immagine ©BruceBlaus, versione italiana Ruthven). Un team guidato dal biologo Feng Zhang del Broad Institute ha scoperta questa nuova tecnica che potrebbe permettere di effettuare modifiche genetiche temporanee che possono essere successivamente aggiustate a seconda delle necessità.
Il biologo Feng Zhang è uno specialista del settore avendo già lavorato a diverse tecniche genetiche di tipo CRISPR (clustered regularly interspaced short palindromic repeats). Nel settembre 2015, è stata pubblicata una ricerca sulla scoperta della tecnica chiamata CRISPR-Cpf1 da un team guidato proprio da Feng Zhang. Si tratta di tecniche legate a modifiche del DNA sfruttando enzimi trovati in batteri, che li utilizzano nel loro sistema immunitario per difendersi dai virus.
Quel tipo di difesa funziona solo contro attaccanti composti da DNA ma i retrovirus sono composti da RNA. Ecco perché i ricercatori del Broad Institute del Massachusetts Institute of Technology e della Harvard University, dei National Institutes of Health, della Rutgers University a New Brunswick e dell’Istituto Skolkovo per la scienza e la tecnologia, in Russia, hanno studiato altri batteri in cerca di meccanismi difensivi contro i retrovirus.
Il risultato è stata la scoperta di un batterio della specie Leptotrichia shahii che utilizza un meccanismo difensivo di quel tipo che agisce sull’RNA dei retrovirus grazie a un enzima chiamato C2c2. Esso può essere sfruttato per sviluppare tecniche genetiche programmandolo per agire su precise sequenze di RNA appartenente non a retrovirus ma ad altri organismi nei quali può essere usata per la codifica, decodifica, regolazione e l’espressione dei geni.
L’utilizzo di questa nuova tecnica basata sull’enzima C2c2 potrebbe complementare le varie tecniche CRISPR basate sul DNA perché le la possibilità di modificare l’RNA offre altre opzioni. A seconda del tipo di intervento che si vuole effettuare sarà possibile scegliere la tecnica più adatta.
La scoperta dell’enzima C2c2 è importante anche perché lo studio del suo funzionamento può aiutarci a capire il ruolo dell’RNA nelle malattie e nelle funzioni cellulari. In sostanza, rappresenta l’espansione delle frontiere dell’ingegneria genetica ma può essere anche un punto di partenza per progressi di altro tipo nel campo della medicina.
