Le antichissime creature conosciute come vetulicoli potrebbero essere i più strani parenti degli esseri umani

Ricostruzione di varie specie appartenenti al phylum Vetucolia
Ricostruzione di varie specie appartenenti al phylum Vetucolia

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Adelaide e del South Australian Museum in Australia ha pubblicato sulla rivista “BMC Evolutionary Biology” un articolo in cui viene spiegato perché i vetulicoli, cioè gli appartenenti al phylum Vetulicolia (immagine ©Apokryltaros), potrebbero essere i più strani parenti degli esseri umani.

Queste creature erano vissute nel Cambriano, 500 milioni di anni fa, e i loro fossili erano stati scoperti per la prima volta oltre un secolo fa, nel 1911 ma la loro collocazione tassonomica era rimasta incerta. Dopo questa nuova ricerca le cose potrebbero cambiare.

I vetulicoli erano creature marine dall’aspetto strano, con corpi consistenti in due parti: quella anteriore era voluminosa con una “bocca” larga e una fila di cinque strutture rotonde oppure ovali su ogni lato che forse erano branchie. La parte posteriore era composta da sette segmenti. Queste due parti erano separate da una specie di strozzatura.

Il phylum Vetulicolia era composto da parecchie specie i cui fossili sono stati trovati in varie parti del mondo. Diverse specie di vetulicoli sono state infatti trovate in Canada, Groenlandia, Cina e Australia. Nuovi fossili sono stati trovati sull’Isola dei Canguri, parte dell’Australia del Sud. È grazie ad essi, chiamati Nesonektris, che i ricercatori hanno ottenuto quelle che ritengono prove della loro corretta collocazione tassonomica.

Secondo gli autori di questa ricerca, i vetulicoli erano parenti stretti dei vertebrati e di conseguenza lontani cugini degli esseri umani. La prova sarebbe in una struttura simile ad un’asta nei loro corpi che supporta la loro lunga coda. Essa assomiglia ad una notocorda, che è il precursore della colonna vertebrale.

I ricercatori fanno notare che quel tipo di struttura è stato trovato solo nei vertebrati e nei loro parenti. La conseguenza è che anche i vetulicoli devono essere imparentati con i vertebrati. Secondo il dottor Diego Garcia-Bellido, il principale autore dell’articolo che illustra la ricerca, questi animali costituiscono una prova della straordinaria diversità della vita durante il periodo Cambriano.

Quell’antichissimo periodo vide un’esplosione di forme di vita estremamente diverse. Oggi è spesso difficile capire le parentele di tante creature del Cambriano proprio perché molte di esse hanno una scarsissima somiglianza con quelle odierne. I vetulicoli non assomigliano ai pesci e ancor meno ai mammiferi eppure potrebbero essere gli improbabili cugini degli esseri umani.

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