
Il romanzo “Apocalisse su Argo” (“Golden Fleece”) di Robert J. Sawyer è stato pubblicato per la prima volta nel 1990. Ha vinto il premio Prix Aurora assegnato annualmente al miglior romanzo di fantascienza o fantasy canadese. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nei nn. 1369 e 1609 di “Urania” nella traduzione di Riccardo Valla. L’ultima edizione è anche disponibile in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK
e in formato ePub su IBS.
Diana Chandler è una scienziata a bordo dell’astronave Argo, in viaggio verso il pianeta Eta Cephei IV. Ha scoperto qualcosa che cambierebbe totalmente il senso della missione ma Jason, l’intelligenza artificiale che assiste l’equipaggio in molte operazioni durante il viaggio, vuole impedire che Diana riveli la sua scoperta. Per questo motivo, la uccide e inscena un suicidio.
Aaron Rossman, l’ex marito di Diana, rimane sconvolto quando Jason gli comunica la notizia del presunto suicidio. Quasi tutti accettano che si sia trattato di suicidio anche se ci sono stranezze nel livello delle radiazioni nella navicella in cui Diana è morta ma Aaron intende indagare per scoprire la verità. Jason vuole impedirglielo a tutti i costi.
Nel celeberrimo film “2001: odissea nello spazio” (“2001: A Space Odyssey”), il computer HAL 9000 tenta di uccidere tutti i membri dell’equipaggio dell’astronave Discovery ma cosa pensava davvero mentre lo faceva? Forse Robert J. Sawyer se l’è chiesto perché nel scrisse il romanzo “Apocalisse su Argo”, derivato da un suo racconto lungo del 1988, narrato in prima persona dal punto di vista di Jason, l’intelligenza artificiale che sta guidando l’astronave Argo verso il pianeta Colchide, formalmente Eta Cephei IV.
Il romanzo inizia con l’omicidio di Diana Chandler da parte di Jason, che cerca di farlo passare per un suicidio. Aaron Rossman, l’ex marito di Diana, non crede a quella tesi e comincia a indagare. Pian piano, Aaron riesce a far luce sulla scoperta che è costata la vita a Diana e di conseguenza, in una serie di colpi di scena finali, a scoprire perché Jason l’ha uccisa.
Già in questo suo primo romanzo, si può vedere come Robert J. Sawyer si concentri su un numero limitato di elementi sviluppati in una trama lineare. In “Apocalisse su Argo” è fondamentale il viaggio interstellare e fin dall’inizio si capisce che il suo compimento è la priorità assoluta per Jason.
Quest’intelligenza artificiale è una sorta di Grande Fratello in grado di controllare tutto e tutti all’interno dell’astronave Argo. Dovrebbe vegliare su questi futuri argonauti ma l’omicidio di Diana mostra che essi sono sacrificabili se per qualche motivo Jason ritiene che possano ostacolare la missione.
Jason non è stato in grado di coprire perfettamente l’omicidio di Diana perciò deve procedere con cautela nei suoi tentativi di impedire che Aaron Rossman scopra la verità. La sua conoscenza della psicologia umana è limitata e per riuscire nel suo intento cerca di capire meglio Aaron, che è l’unico tra i personaggi umani davvero sviluppato.
Nel corso del romanzo, scopriamo molte cose sul passato di Aaron, che risulta davvero tragico. Sinceramente è il tipo di elemento che mi sembra un trucco facile per aggiungere drammaticità e secondo me Robert J. Sawyer ci va davvero con la mano pesante perciò alla fine l’impressione che ne ricavo è di una forzatura piuttosto che di una storia plausibile.
Un’altra parte dell’attenzione di Jason è invece dedicata ad un messaggio alieno ricevuto anni prima. Questo messaggio è formato da diverse parti che diventano sempre più complesse. Perfino Jason riesce a comprenderne solo una parte ma alla fine il senso della parte più complessa risulterà importante per la storia.
Robert J. Sawyer tende a scrivere romanzi piuttosto brevi per gli standard odierni, “Apocalisse su Argo” è breve perfino per gli standard di quest’autore. È per certi versi un giallo fantascientifico anche se il lettore conosce fin dall’inizio l’identità dell’assassino. Lo scopo reale è capire le motivazioni dell’omicidio e quindi quali segreti Jason sta celando all’equipaggio dell’astronave Argo.
Il ritmo della narrazione non è molto veloce perché varie parti sono dedicate all’esposizione dei pensieri di Jason. Anche per la presenza della storia del messaggio alieno, è un tipo di romanzo che risulta avvincente più che altro dal punto di vista intellettuale per i vari misteri contenuti nella trama.
“Apocalisse su Argo” ha qualche difetto che fa capire che lo stile di Robert J. Sawyer aveva ancora bisogno di essere raffinato. Nonostante ciò, l’ho trovato complessivamente intrigante e piacevole da leggere perciò ne consiglio la lettura.
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