
La NASA ha firmato un accordo con un gruppo esterno per permettere un tentativo di contattare e di prendere il controllo della vecchia sonda spaziale ISEE-3 (International Sun/Earth Explorer 3), conosciuta anche come ICE (International Cometary Explorer). Essa era stata progettata per lo studio delle interazioni tra il campo magnetico terrestre e il vento solare assieme alle sonde ISEE-1 e ISEE-2 ma era stata usata negli anni ’80 anche per lo studio delle comete, da cui il nome ICE.
La sonda spaziale ISEE-3 venne lanciata il 12 agosto 1978 su un razzo vettore Delta 2914 in un progetto congiunto tra NASA ed ESA. La missione primaria per cui era progettata venne compiuta nel punto lagrangiano L1, il primo oggetto artificiale posto in quell’area. Nel 1982, venne deciso di riutilizzare ISEE-3 per una nuova missione perciò venne spostata cominciando un viaggio allo studio di alcune comete.
Nel 1985, la sonda spaziale ISEE-3 / ICE passò attraverso il plasma della cometa Giacobini-Zinner. Nel 1986, passò attraverso la coda della cometa di Halley. Nel 1991, la NASA approvò una nuova missione di indagine delle espulsioni di massa coronale da parte del Sole. L’attività della sonda venne terminata nel 1997 e venne deciso di spegnerla. Tuttavia, nel 2008, la NASA trovò la sonda nell’orbita eliocentrica in cui era stata immessa ma i tecnici si resero conto che lo spegnimento non era avvenuto e parte degli strumenti era ancora funzionante.
Quest’anno, la sonda spaziale ISEE-3 si sta avvicinando nuovamente alla Terra ma l’interesse da parte della NASA è svanito quando si sono resi conto che sarebbe stato troppo costoso assemblare l’hardware necessario a comunicare con una sonda così vecchia. Tuttavia, un gruppo di scienziati, ingegneri e programmatori ha deciso di raccogliere la sfida.
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Skycorp, Inc. è l’azienda che legalmente ha preso in mano la gestione di questo progetto, chiamato ISEE-3 Reboot. Essa ha firmato un contratto Non-Reimbursable Space Act Agreement (NRSAA) con la NASA per poter utilizzare una sonda non più usata dall’agenzia. Ciò è stato necessario perché altrimenti il gruppo dietro al progetto, a cui collaborano la SpaceRef Initiative. l’organizzazione no-profit Space College Foundation e altre ancora, avrebbe compiuto un atto di pirateria.
Il progetto ISEE-3 Reboot ha raccolto 159.502 dollari utilizzando il metodo del crowdfunding. 125.000 dollari erano necessari per poter acquistare le attrezzature necessarie. Una volta raggiunta quella cifra, il gruppo ha chiesto altri 25.000 dollari per poter utilizzare il Deep Space Network della NASA per poter localizzare con precisione la sonda.
Le attrezzature servono anche a creare un software che emuli l’originale hardware di comunicazione con la sonda spaziale ISEE-3, dato che esso non esiste più. Il gruppo ha ancora pochissime settimane di tempo per riuscire a prendere il controllo della sonda con lo scopo di farla rientrare in un’orbita stabile, nuovamente nel punto lagrangiano L1.
Tante cose possono andare male e far fallire il progetto ISEE-3 Reboot. Anche nelle condizioni migliori, una sonda spaziale così vecchia può avere malfunzionamenti. L’uso di software scritto appositamente per comunicare con essa può avere errori o altri problemi inaspettati. Se però il progetto avrà successo, la vecchia sonda potrà essere riutilizzata per una nuova missione verso un’altra cometa. In ogni caso, tutti i dati raccolti verranno resi pubblici e ciò avverrà grazie ad un gruppo di appassionati e a tante persone che hanno donato i loro soldi.

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