Un film “atomico” da IBM

Un'immagine tratta da "A Boy And His Atom" (Immagine cortesia IBM. Tutti i diritti riservati)
Un’immagine tratta da “A Boy And His Atom” (Immagine cortesia IBM. Tutti i diritti riservati)

Sui nostri schermi vediamo immagini a definizione sempre più elevata, IBM invece ha creato un piccolo film intitolato “A Boy and His Atom” utilizzando una sorta di animazione a passo uno (stop motion) per creare quasi 250 immagini posizionando migliaia di singoli atomi.

In questo film, un personaggio di nome Atom fa amicizia con un singolo atomo e gioca con esso. Per realizzare le immagini è stato necessario posizionare gli atomi tramite un microscopio a effetto tunnel, uno strumento estremamente sofisticato sviluppato all’IBM che valse ai suoi inventori Gerd Binnig e Heinrich Rohrer il premio Nobel per la fisica.

Questo microscopio a effetto tunnel pesa due tonnellate e opera ad una temperatura di -268 gradi Celsius, quindi vicino allo zero assoluto, e ingrandisce la superficie degli atomi oltre cento milioni di volte. Questo strumento consente anche di manipolare gli atomi e di controllare temperatura, pressione e vibrazioni con grande precisione.

Una specie di ago estremamente affilato viene mosso su una superficie di rame per effettuare le manipolazioni degli atomi. L’ago viene tenuto ad una distanza di un nanometro dalla superficie per attrarre atomi e molecole spostandoli in maniera estremamente precisa. Con questa tecnica sono state create le 242 immagini che compongono il film “A Boy and His Atom”.

Quest’impresa non è stata compiuta per puro divertimento ma è una dimostrazione delle tecnologie che IBM sta sperimentando per creare memorie di dimensioni sempre più ridotte. Le tecnologie tradizionali utilizzate per la memorizzazione di dati stanno raggiungendo i loro limiti perciò è necessario inventarne di nuove. Le nanotecnologie rappresentano il futuro in moltissimi campi e anche in questo caso IBM è all’avanguardia.

Oggi è necessario circa un milione di atomi per memorizzare un bit i dati, se fosse possibile utilizzare un singolo atomo per memorizzare un bit la densità dei dati sarebbe un milione di volte superiore. Ovviamente, è impensabile dover avere un apparecchio da due tonnellate refrigerato a temperature bassissime per memorizzare i nostri dati ma stiamo parlando di una tecnologia che al momento a dir poco sperimentale.

Ricordiamo che i primi hard disk erano enormi ed estremamente costosi per una capienza di pochissimi MegaByte. È chiaro che ci vorranno chissà quanti anni prima di avere in casa memorie di massa “atomiche”, probabilmente utilizzate da computer quantistici, ma nel mondo dell’informatica la fantascienza di oggi è davvero la normalità di domani.

[ad name=”TDElettronica468″]

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *