Psyconegozio di Alfred Bester e Roger Zelazny

Psyconegozio di Alfred Bester e Roger Zelazny
Psyconegozio di Alfred Bester e Roger Zelazny

Il romanzo “Psyconegozio” (“Psychoshop”) di Alfred Bester e Roger Zelazny è stato pubblicato per la prima volta nel 1998. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nei nn. 1387 e 1594 di “Urania” nella traduzione di Gaetano L. Staffilano.

Alf è un giornalista incaricato di indagare su uno stranissimo negozio di Roma dove apparentemente è possibile effettuare transazioni fuori dal normale come ad esempio scambiare parti della propria personalità con altre. Come se tale attività non apparisse già abbastanza strana, si dice che essa vada avanti da venticinque secoli.

Alf incontra Adam Maser, il gestore del negozio, che lo porta a visitare la sua attività. Il giornalista si trova di fronte a qualcosa di incredibile, che si estende nello spazio e nel tempo ed è frequentato anche da persone decisamente fuori dal normale.

Alfred Bester aveva cominciato a scrivere “Psyconegozio”, purtroppo morì nel 1987 lasciandolo incompiuto. A Roger Zelazny venne chiesto di terminare il romanzo, un lavoro certo non facile dato che gran parte di esso doveva ancora essere scritta. Zelazny accettò e riuscì a terminarlo prima di morire a sua volta nel 1995. Alla fine il romanzo venne pubblicato nel 1998, un caso forse unico di romanzo scritto da due autori diversi e pubblicato dopo la morte di entrambi.

“Psyconegozio” è scritto in prima persona dal punto di vista di Alf, il giornalista che indaga sul negozio più unico di Roma. La trama è un po’ vaga e riguarda soprattutto la progressiva scoperta del negozio da parte di Alf e del suo rapporto con il suo proprietario, il misterioso, Adam Maser, e con la sua assistente, un altro personaggio davvero particolare.

Soprattutto la prima parte della storia può essere difficile da seguire ma successivamente si capisce dove va a parare. Nella parte finale del romanzo, dopo aver raccolto molti indizi, Alf comincia finalmente a scoprire cosa ci sia davvero dietro alla strana attività di Adam Maser per arrivare ad un fine intrigante.

“Psyconegozio” è per alcuni versi un romanzo umoristico ma è difficile dargli etichette precise. Greg Bear lo ha definito fantascienza jazz per lo stile particolare sia di Alfred Bester che di Roger Zelazny e per il fatto che questo romanzo è bizzarro anche per i loro standard.

Sinceramente, “Psyconegozio” mi ha un po’ deluso. Forse mi aspettavo qualcosa di più da una collaborazione tra due autori del calibro di Bester e Zelazny, anche se le circostanze in cui questo romanzo è stato scritto furono complicate per cui non si tratta di una tipica storia scritta a quattro mani.

In realtà, non posso dire che ci siano grossi difetti in “Psyconegozio” ma mi dà l’impressione che avrebbe avuto bisogno di una migliore revisione per valorizzarne al meglio la trama e i personaggi. In parte è sicuramente un mio limite perché per apprezzare in pieno la storia bisogna entrare in sintonia con un umorismo davvero particolare.

La combinazione di stili di Alfred Bester e Roger Zelazny ha dato vita a un romanzo che ha un ritmo poco uniforme che mischia tanti elementi diversi e a volte contraddittori. Ad esempio, è un romanzo con una forte base umoristica ma allo stesso tempo c’è un fondo di pessimismo.

A causa di queste strane caratteristiche, la componente soggettiva nell’apprezzamento di “Psyconegozio” è maggiore rispetto ad un normale romanzo. Tuttavia, personalmente non riesco a non pensare che se Bester e Zelazny avessero avuto più tempo per lavorare su questo romanzo sarebbero riusciti a ottenere un risultato decisamente migliore. Magari sarebbero riusciti a dare maggior omogeneità alla trama e sviluppare meglio i personaggi.

In generale, “Psyconegozio” ha comunque una buona reputazione perché la maggior parte dei lettori riesce almeno in parte a rimanere al passo con i cambi di ritmo e il susseguirsi di elementi della storia. Anche la maggior parte dei lettori che apprezzano questo romanzo però ammette che non si tratta dell’opera migliore di Bester e Zelazny.

Secondo me, per apprezzare “Psyconegozio” è necessario lasciarsi andare e seguire gli strani ritmi della storia, proprio come se si stesse ascoltando della musica jazz. Soprattutto per i fan di Alfred Bester e Roger Zelazny dovrebbe essere abbastanza semplice.



Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *