
Il romanzo “Sagittarius” di Claudio Vastano è stato pubblicato per la prima volta nel 2025 da Mondadori nel n. 1736 di “Urania”. È il terzo libro della Trilogia delle Costellazioni e segue “Scorpius“.
Dave Harringer si è adattato alla vita di un armadillo, come vengono chiamate le cupole costruite per proteggersi dai lampi gamma che continuano a essere generati da una catastrofe cosmica. L’armadillo di Panzendorf non è male nonostante certe tensioni interne e i problemi maggiori derivano dalla necessità di uscire all’aperto, dove si può essere attaccati da predoni in qualsiasi momento.
La situazione cambia quando il suo vecchio collega arriva all’armadillo di Panzendorf assieme a un gruppetto di persone da un osservatorio astronomico non molto lontano sulle Alpi italiane. Dave vede la registrazione di un messaggio giunto da un altro sistema stellare, inviato da uomini che non dovrebbero essere lì. La ricezione è stata interrotta a causa di un danno ai sistemi elettrici e un nuovo trasformatore potrebbe ristabilirla con la speranza di ottenere nuove informazioni sulle fratture spazio-temporali che stanno devastando l’universo.
“Sagittarius” conclude quella che è stata chiamata la trilogia delle Costellazioni. “Aquarius” era terminato su una Terra che sembrava colpita da una catastrofe di cui Claudio Vastano ha rivelato la natura in “Scorpius” e mostra pienamente le conseguenze in questo romanzo finale.
L’autore si è ispirato a vari temi classici nello sviluppo della trilogia delle Costellazioni con diverse ambientazioni e varianti di diversi elementi che sono stati inclusi nei romanzi. Le trame hanno in comune il fatto di essere incentrati su gruppi di personaggi che devono compiere un viaggio. In “Sagittarius” il viaggio avviene su una Terra post-apocalittica, alcuni anni dopo che Dave Harringer e i suoi colleghi sono riusciti a tornare sul loro pianeta natale.
Claudio Vastano mostra una Terra dove la catastrofe cosmica ha causato un’estinzione di massa e solo una minoranza della popolazione umana è riuscita a sopravvivere, a malapena. Ci sono i classici della lotta per la sopravvivenza in questo tipo di ambiente, con comunità che cercano di sopravvivere negli armadilli e gruppi di predoni che cercano di prendere con la forza qualsiasi risorsa ancora esistente.
Il viaggio in un’ambientazione di questo tipo non è esattamente originale ma Claudio Vastano lo usa anche per offrire ulteriori informazioni legate ai due romanzi precedenti. Ciò significa raccontare qualche evento degli anni trascorsi e cos’è successo in particolare ai protagonisti di “Aquarius” mentre per quanto riguarda Isaac Venter ci sono solo i messaggi che ha inviati e poco altro.
Ci sono anche conversazioni legate ai pesanti cambiamenti avvenuti nell’ambiente terrestre, che non sono sempre naturali. L’autore cerca di evitare appesantimenti causati da “spiegoni” diluendo le informazioni, che vengono inserite soprattutto nelle pause tra una minaccia e l’altra che i protagonisti devono affrontare durante il viaggio. Sono anche le parti che rendono il romanzo un qualcosa di più rispetto a certe storie dei decenni passati e a quelle post-apocalittiche basate su scontri tra gruppi di sopravvissuti.
Il viaggio vero e proprio ha connotazioni che a volte sfociano davvero nel genere horror perché Dave e i suoi compagni di avventura, o di sventura, a seconda dei punti di vista, devono prestare attenzione non solo a predatori umani ma anche a ragni giganti e insetti mutanti. Sono alcuni tra i non molti animali sopravvissuti che sono riusciti ad adattarsi in qualche modo alle nuove condizioni e infestano quel pianeta ormai desolato. In una serie basata sui viaggi dei protagonisti non è una gran sorpresa scoprire che è un caso in cui il viaggio conta più della destinazione.
Onestamente, chi si aspetta grandi novità a livello cosmico rimarrà deluso perché la catastrofe alla base della serie è del tipo che lascia gli umani impotenti. Mi può stare bene anche se devo dire che mi aspettavo che almeno alcuni degli eventi legati ai tentativi di ricostruire civiltà ed ecosistemi venissero mostrati e non solo riferiti. Se vi va bene lo stesso, “Sagittarius” vi piacerà. Se vi sono piaciuti i due libri precedenti della serie, secondo me vale la pena di concluderla.
