Il libro delle creature di Ian Watson

Il libro delle creature di Ian Watson
Il libro delle creature di Ian Watson

Il romanzo “Il libro delle creature” (“The Book of Being”) di Ian Watson è stato pubblicato per la prima volta nel 1985. È il terzo libro della trilogia della Corrente Nera e segue “Il libro delle stelle“. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1083 di “Urania” e all’interno del n. 101 di “Millemondi” nella traduzione di Laura Serra.

Yaleen è rinata sul suo pianeta natale ed è diventata una sacerdotessa che può testimoniare i prodigi che ha vissuto nel corso di diverse vite. Quella situazione le permette anche di vivere di nuovo con la sua famiglia ma le cose sono tutt’altro che semplici.

Per Yaleen, il ritorno a casa non rappresenta la fine dei suoi viaggi né delle sue tribolazioni. La mente-Dio continua a perseguire i suoi piani nei confronti dell’umanità di tutti i pianeti e Yaleen sa che dovrà combatterla ancora. Un alleato come il Verme è prezioso ma è difficile comprendere le sue reali motivazioni.

“Il libro delle creature” conclude la trilogia della Corrente Nera, i cui libri costituiscono parti di un’unica grande storia che va letta nella sua completezza. I libri sono scritti sotto forma di resoconti da parte di Yaleen, che all’inizio di quest’ultimo capitolo menziona esplicitamente il fatto di aver scritto “Il libro del fiume” e di essere sul punto di iniziare a scrivere “Il libro delle stelle”.

Questo finale può sembrare un ritorno alle origini per Yaleen nel corso di un ciclo di morte e rinascita ma molte cose sono cambiate per lei, per la sua famiglia e per il suo pianeta natale. Sono le conseguenze di tutto ciò che è avvenuto nei libri precedenti con vari fili narrativi che sono stati sviluppati per portare a compimento i loro intrecci in quest’ultimo libro.

La trilogia ha mescolato in vari modi la dimensione personale di Yaleen, una caratteristica inevitabile per il fatto che è lei a raccontare tutta la storia, e una dimensione cosmica che spesso ha avuto anche risvolti mistici. Ian Watson ha messo molta fantasia nel creare quella storia partendo da un viaggio su un fiume che è davvero particolare per poi espanderla con viaggi ben più lunghi verso destinazioni ben più lontane.

Devo dire che la prospettiva di uno scontro finale con la mente-Dio mi aveva fatto pensare a una maggior importanza della dimensione cosmica con le sue ramificazioni. Da questo punto di vista, questo libro dovrebbe rappresentare il culmine di tutti gli eventi dei libri precedenti e proprio per questo ha finito per lasciarmi un po’ perplesso.

Il mio problema è che buona parte de “Il libro delle creature” riguarda i problemi legati alla famiglia di Yaleen, che mi interessavano molto meno della dimensioen cosmica. Capisco che Ian Watson volesse inserire dei momenti che sono perfino banali da contrapporre a tutti gli eventi straordinari vissuti dalla protagonista. Capisco che Yaleen cercasse nella famiglia la normalità perduta in seguito a tutto ciò che le è successo. Tuttavia, ho finito per trovare noiosi quei momenti legati alla famiglia.

Sinceramente, a volte ho avuto l’impressione che Ian Watson non sapesse più come sviluppare le idee dei romanzi precedenti e abbia usato la sua fantasia per aggiungere momenti di vita di Yaleen. La conseguenza è che se vi aspettate un finale epico, rischiate di rimanere delusi. Ciò non è del tutto inaspettato perché l’autore tende a mettere molte idee nei suoi romanzi ma anche a svilupparle in modo caotico e a volte frammentario. In una trilogia, questa tendenza si può avvertire libro dopo libro maggiormente rispetto ai suoi romanzi singoli.

Alla fine, ne “Il libro delle creature” e nella trilogia della Corrente Nera in generale, è più che mai appropriato dire che è il viaggio che conta e non la destinazione. Se per voi non è un problema e la grande fantasia di Ian Watson vi ispira, ve ne consiglio la lettura.

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