Un salmo per l’universo di Becky Chambers

Un salmo per l’universo di Becky Chambers
Un salmo per l’universo di Becky Chambers

Il romanzo breve “Un salmo per l’universo” (“A Prayer for the Crown-Shy”) di Becky Chambers è stato pubblicato per la prima volta nel 2022. È il secondo libro della serie Monk & Robot e segue “Un salmo per il robot“. Ha vinto il premio Locus come miglior romanzo breve dell’anno. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1730 di “Urania” nella traduzione di Annarita Guarnieri.

Fratello Dex e il robot Splendido Cappello di Muschio Maculato, o semplicemente Cappello di Muschio, continuano il loro viaggio in giro per Panga, la luna su cui abitano sia umani che robot, seppure in regioni diverse. Le riflessioni di Fratello Dex continuano dopo che il loro incontro lo aveva costretto a cercare una risposta a una domanda: di cosa hanno bisogno gli esseri umani?

Per trovare una risposta, Fratello Dex porta Cappello di Muschio in varie città dove i due possono incontrare altre persone che possono offrire la loro opinione. Questi incontri includono alcuni parenti di Fratello Dex e persone che fanno un uso molto limitato della tecnologia.

“Un salmo per l’universo” riprende la storia del monaco Fratello Dex e del robot Cappello di Muschio dove si era interrotta alla fine di “Un salmo per il robot” continuando il viaggio di questa strana coppia. Le motivazioni dei due protagonisti continuano a essere esplorate ma è necessario leggere entrambi i romanzi brevi per averne una visione completa. Ciò è cruciale perché si tratta di un caso in cui il viaggio è ciò che conta, non la destinazione, alla ricerca di uno scopo.

Questo viaggio esistenziale fatto di introspezione è basato su dialoghi, spesso tra i due protagonisti e altre volte con altri personaggi incontrati sulla strada. L’ambientazione è più o meno utopica, in una società che ha imparato dagli errori passati e ha trovato un equilibrio con la natura. Da ciò derivano le etichette solarpunk e cozypunk (o cosypunk) ma anche quella che mi è parsa una certa piattezza in una storia in cui non ci sono reali contrasti ma quasi solo l’esposizione di opinioni.

Forse anche la stessa Becky Chambers ha voluto andare un po’ oltre una situazione in cui i personaggi servono quasi tutti solo a esprimere qualche opinione nella parte in cui i protagonisti arrivano un’area abitata da persone che fanno un uso molto limitato della tecnologia. Tuttavia, l’autrice non ha esplorato realmente questa possibilità ma si è limitata a dire tramite Fratello Dex che quelle persone potrebbero non essere amichevoli con un robot salvo poi incontrare davvero solo un uomo che si dimostra assai tollerante.

Alla fine, “Un salmo per l’universo” sembra particolarmente adatto per le persone a cui è dedicato da Becky Chambers, cioè quelle che non sanno dove stanno andando. L’autrice esprime tramite Fratello Dex dubbi esistenziali ma anche le varie possibilità con cui si manifesta l’amore. Nella traduzione italiana, ci si riferisce a Dex sempre al maschile ma in realtà si tratta di una persona non-binaria e in alcuni casi ciò conta nella trama.

Tutto ciò viene espresso con la leggerezza che possono avere gli abitanti di un’utopia i cui bisogni primari sono facilmente soddisfati e possono concentrarsi sui loro bisogni esistenziali. Fratello Dex è un monaco del tè che non offre più il tè a causa di un disagio interiore che precede l’incontro con Cappello di Muschio ma è ben lontano da depressione o altri problemi gravi.

“Un salmo per l’universo” finisce con quella che mi sembra più un’immagine da film che con una conclusione vera e propria, a conferma che nella serie Monk & Robot è il viaggio che conta. Avrei preferito un singolo romanzo a due romanzi brevi ma per chi apprezza lo stile di Becky Chambers e i temi trattati con ottimismo e buoni sentimenti di fondo può andar bene così.

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