
Il romanzo “Il lungo tramonto” (“The Long Sunset”) di Jack McDevitt è stato pubblicato per la prima volta nel 2008. È l’ottavo romanzo della serie dell’Accademia che ha come protagonista la pilota spaziale Priscilla “Hutch” Hutchins. In Italia è stato pubblicato nel n. 51 di “Urania Jumbo” nella traduzione di Alessandro Vezzoli.
Quando un segnale alieno viene captato sulla Terra, una nuova spedizione interstellare viene preparata con Priscilla “Hutch” Hutchins come pilota dell’astronave, anche per la sua esperienza nei primi contatti con specie aliene. Tuttavia, le spinte all’isolazionismo dell’umanità stanno crescendo e la missione è in pericolo.
Derek Blanchard, che dirige la nuova missione, è deciso a partire ma anche le autorità sembrano voler impedire che l’astronave parta per puri motivi politici. Sempre più gente sembra terrorizzata dall’idea di incontrare alieni ostili e ciò costringe il gruppo a partire in fretta.
Jack McDevitt scrive storie con elementi di fantascienza archeologica e ciò è vero anche per questa serie. “Il lungo tramonto” è ambientato nel XXIII secolo ma l’umanità futura dipinta dall’autore è rimasta sostanzialmente la stessa di quella odierna. I parallelismi tra la società occidentale odierna e quella futura sono piuttosto trasparenti.
In “Cauldron, fornace di stelle“, il romanzo di questa serie precedente a questo nella cronologia interna, Jack McDevitt aveva già mostrato un crescente disinteresse nei confronti dei viaggi spaziali nonostante i passi in avanti nella velocità dei viaggi interstellari. Quella tendenza diventa una spinta isolazionista ne “Il lungo tramonto” con le elezioni nordamericane che si giocano in buona parte sulla paura di trovare alieni ostili.
La visione della politica è negativa, soprattutto perché basata sull’emotività della gente e non su programmi che portano al miglioramento della loro vita. Anche il ritratto dei media è decisamente poco edificante in una società in cui la stampa sembra succube della politica.
Nonostante questi elementi negativi, Jack McDevitt mantiene un certo ottimismo sia sugli esseri umani che sugli alieni. In altre sue storie aveva già mostrato che alieni senzienti sono diversi dagli umani in molte cose ma ci sono più similitudini che differenze. L’universo può essere pericoloso ma ciò è dovuto ben più a causa di fenomeni naturali come i buchi neri che delle intenzioni di qualche specie aliena.
Priscilla “Hutch” Hutchins è una veterana dei viaggi interstellari e dei primi contatti con alieni ma non può escludere la possibilità di incontrare una specie ostile. Sinceramente ciò mi pareva davvero improbabile proprio a causa delle idee che Jack McDevitt aveva espresso nella altre sue storie che avevo letto in precedenza. Tutto sommato mi è parso un difetto minore.
I lettori che vogliono che i misteri proposti all’inizio di un romanzo abbiano una soluzione potrebbero rimanere delusi da “Il lungo tramonto”. Intendiamoci, l’origine del segnale viene scoperta ma la ricostruzione di millenni di storia della specie che l’ha inviato rimane incompleta. Alla fine, l’elemento di fantascienza archeologica è secondario.
Questo romanzo mi è sembrato più equilibrato di altri di Jack McDevitt per quanto riguarda il mix di avventura spaziale e spunti di riflessione. L’esplorazione di un ammasso stellare compatto è un modo per trovare tanti risultati diversi e interessanti da vari punti di vista.
“Il lungo tramonto” racconta una storia autoconclusiva ma include tanti riferimenti ai precedenti romanzi della serie. È possibile leggerlo come romanzo autonomo ma si perde qualcosa della storia di quella società futura e della protagonista Priscilla Hutchins. Consiglio questo romanzo e tutta la serie (se trovate i vari romanzi!) a chi apprezza questo tipo di storia.

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Mi piace McDevitt, vorrei fosse proposto da Urania con maggiore frequenza e in modo più completo e integrale nei suoi vari cicli.
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Negli ultimi anni, le collane di Urania sono diventate più “amichevoli” verso le serie perciò puoi sperare che anche quelle di McDevitt vengano recuperate e completate.
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lo spero tanto, mi ero innamorato di Cauldron fornace di stelle, poi ho scoperto che era il sesto di una serie peggio ancora quando ho scoperto che solo 2 erano tradotti in italiano
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Bisognerebbe sapere se tra i programmi di Urania ci sono altri libri della serie e i possibili contratti in essere o almeno le trattative per acquisirne i diritti.
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Ho solo Echo come romanzo di Jack Devitt, non mi è piaciuto. Non so se faccia parte del ciclo Academy
Inoltre c’è una recensione molto negativa su Anobij. L’ho leggo lo stesso. Per fortuna è scritto in caratteri molto grandi, una furbata di
Mondadori per farlo passare per Jumbo
?
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Echo fa parte di un’altra serie con Alex Benedict come protagonista.
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L’ho quasi finito, a me sembra infantile, gli alieni sono amichevoli e per nulla intimoriti, reazione naturale, inoltre hanno automobili, orologi, vanno a messa, mah. Non mi aspettavo alieni bellicosi ma nemmeno così. Un po’ deluso.
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Diciamo che Jack McDevitt ha scritto di meglio.