San Leibowitz e il Papa del giorno dopo di Walter M. Miller Jr.

San Leibowitz e il Papa del giorno dopo di Walter M. Miller Jr. (edizione inglese)
San Leibowitz e il Papa del giorno dopo di Walter M. Miller Jr. (edizione inglese)

Il romanzo “San Leibowitz e il Papa del giorno dopo” (“Saint Leibowitz and the Wild Horse Woman”) di Walter M. Miller Jr. è stato pubblicato per la prima volta nel 1997. È ambientato nello stesso futuro del romanzo “Un cantico per Leibowitz”. In Italia è stato pubblicato da Profondo Rosso nella collana “Orizzonti del fantastico”.

Nel XXXIII secolo, parte di quelli che erano gli U.S.A. stanno lentamente riscoprendo le tecnologie risalenti a prima della catastrofe nucleare. Dentenero è un monaco dell’abbazia di San Leibowitz. Di origine nomade, è stato cresciuto nella religione cattolica ma la sua fede arriva ad un punto di crisi e chiede di poter essere sciolto dai suoi voti.

Grazie alle sue conoscenze di varie lingue e dialetti, Dentenero entra al servizio del cardinale Cavallocupo. Si trova così nel mezzo degli intrighi diplomatici delle varie tribù nomadi e di varie nazioni, soprattutto del potente impero di Texark ma anche in mezzo alle lotte di potere all’interno della Chiesa, soprattutto in occasione dei conclavi che si tengono per eleggere i Papi.

“Un cantico per Leibowitz”, pubblicato nel 1959 mettendo assieme tre racconti lunghi pubblicati negli anni precedenti, è il capolavoro di Walter M. Miller Jr. e oggi è considerato un grande classico della fantascienza. Non a caso aveva ricevuto il premio Hugo come miglior romanzo dell’anno.

Dopo essere stato un autore prolifico con molti racconti pubblicati negli anni ’50, Walter M. Miller Jr. aveva improvvisamente smesso di scrivere ma alla fine degli anni ’80 aveva cominciato a scrivere un romanzo ambientato nello stesso futuro di “Un cantico per Leibowitz” e in particolare quasi un secolo dopo la seconda parte di quel capolavoro.

Purtroppo, Walter M. Miller Jr. era caduto in uno stato di depressione e si era isolato sempre di più dal mondo. La morte della moglie fu per lui il colpo di grazia e il 9 gennaio 1996 lo scrittore si tolse la vita.

Già alla fine del 1995, Terry Bisson venne contattato per chiedergli di collaborare al completamento del nuovo romanzo di Walter M. Miller Jr. per la difficoltà da parte di quest’ultimo di continuarlo. Il manoscritto disponibile comprendeva quasi tutta la storia ma poco tempo dopo Miller si suicidò e Bisson completò il lavoro scrivendo l’ultima parte del romanzo basandosi sulle note che aveva lasciato. Bisson stesso racconta la storia del suo lavoro.

Il risultato fu un romanzo completamente diverso da “Un cantico per Leibowitz”. “San Leibowitz e il Papa del giorno dopo” si svolge nel giro di alcuni anni ed è per la maggior parte la storia di Dentenero nei suoi viaggi al seguito del cardinale Cavallocupo con alcuni capitoli incentrati su altri personaggi.

Walter M. Miller Jr. aveva una visione del futuro piuttosto pessimista. Come altri scrittori che avevano vissuto in prima persona la II Guerra Mondiale, pensava che le nuove tecnologie sarebbero state sviluppate per creare armi che avrebbero portato a distruzioni sempre maggiori, in questo caso fino ad arrivare ad una guerra nucleare.

In “Un cantico per Leibowitz” vediamo un nuovo ciclo di progresso tecnologico e distruzione tuttavia la fine del romanzo lascia qualche speranza per un futuro migliore, forse lontano dalla Terra. Per Walter M. Miller Jr. in questi cicli storici la Chiesa Cattolica costituisce un pilastro di stabilità che permette la conservazione della conoscenza e la sua riscoperta nel tempo.

In “San Leibowitz e il Papa del giorno dopo” il pessimismo di Walter M. Miller Jr. sembra essere più marcato nonostante i momenti di ironia. Forse ciò è dovuto al fatto che questo romanzo venne scritto durante gli anni in cui l’autore era caduto in depressione ma la storia sembra anche il frutto della sua disillusione.

Walter M. Miller Jr. prese ispirazione dalla storia del Rinascimento per scrivere “San Leibowitz e il Papa del giorno dopo” adattandola alla situazione dei resti degli U.S.A. in quel XXXIII secolo postatomico. Nel romanzo ci sono antiche tecnologie che vengono lentamente riscoperte, ci sono tribù nomadi e ci sono i mutanti creati dalle radiazioni. È però chiara l’ispirazione alla storia dei secoli scorsi con le lotte di potere interne alla Chiesa Cattolica, il coinvolgimento della Chiesa Cattolica nelle vicende politiche delle varie nazioni e i conseguenti accordi e/o scontri con i loro sovrani.

In “San Leibowitz e il Papa del giorno dopo” c’è ben poco di santo nella Chiesa Cattolica. Ci sono occasionalmente veri leader spirituali come papa Amen I ma in generale sembra un’organizzazione corrotta e avida di potere quanto quella medievale con alcuni personaggi decisamente machiavellici.

Walter M. Miller Jr. ha sempre saputo sviluppare molto bene i suoi personaggi, nel caso di “San Leibowitz e il Papa del giorno dopo” questo è un pregio ma in parte anche un difetto. Ad esempio, nel corso della storia partecipiamo a tutti i problemi e dubbi interiori di Dentenero, forse in maniera eccessiva.

Il lungo viaggio di Dentenero tra le nazioni di quel futuro caotico è anche un viaggio interiore ma si tratta di un personaggio con tante debolezze e questo lo rende molto umano ma anche debole come protagonista del romanzo. Mi viene spontaneo chiedermi quanto ci sia di Walter M. Miller Jr. in Dentenero, con la sua profonda crisi spirituale e la sua ricerca di risposte.

“San Leibowitz e il Papa del giorno dopo” è un romanzo molto complesso non solo nei suoi personaggi ma anche nelle sue vicende descritte in maniera estremamente dettagliata, forse perfino troppo in certi punti che non sono poi così rilevanti. Perfino nei nomi di vari personaggi c’è un appesantimento perché alcuni di essi hanno nomi, nomignoli e soprannomi che possono creare un po’ di confusione.

Terry Bisson aveva deciso di non toccare nulla di ciò che Walter M. Miller Jr. aveva scritto ma probabilmente una revisione con qualche taglio mirato qua e là avrebbe reso la storia più scorrevole.

È sempre difficile giudicare il seguito di un capolavoro e “San Leibowitz e il Papa del giorno dopo” non è realmente un seguito di “Un cantico per Leibowitz”. Attendere decenni per leggere questo nuovo romanzo può effettivamente causare uno shock e i suoi difetti possono oscurarne i pregi.

Secondo me, nonostante i difetti “San Leibowitz e il Papa del giorno dopo” è complessivamente un romanzo abbastanza buono ma è difficile consigliarlo perché per apprezzarlo bisogna quasi dimenticare “Un cantico per Leibowitz”.

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