
Il romanzo “The Long Cosmos” di Terry Pratchett e Stephen Baxter è stato pubblicato per la prima volta nel 2016. È il quinto libro della serie The Long Earth e segue “The Long Utopia“. È al momento inedito in Italia.
Nel 2070 l’umanità è frammentata in tanti gruppi, grandi e piccoli, sparsi su moltissime Terre parallele. Tuttavia, su tutta la Lunga Terra arriva un messaggio che, attraverso vari mezzi, dice “Unitevi a noi” ed è indirizzato a tutti gli esseri senzienti. Codificato, c’è un messaggio molto più sofisticato che contiene un progetto enorme che potrebbe cambiare la Lunga Terra.
Joshua Valienté è in uno dei suoi viaggi solitari ma finisce in una situazione che potrebbe costargli la vita. Viene soccorso da un gruppo di troll ma le complicazioni per lui non finiscono e anzi si estendono a suo figlio Rod.
“The Long Cosmos” è il romanzo conclusivo di una serie nata da una collaborazione di due autori molto diversi che è diventata sempre di più il lavoro di Stephen Baxter a causa dei problemi di salute di Terry Pratchett che hanno portato alla sua morte nel 2015. In una premessa a questo libro finale, Baxter ricorda alcuni scambi di idee avuti con Pratchett in cui hanno messo assieme varie idee per tutta la serie. Tuttavia, chi conosce i due autori può vedere che la mano di Baxter diventa predominante negli ultimi libri.
La premessa iniziale delle Terre parallele è stata espansa nel corso della serie e “The Long Cosmos” è basato su un messaggio che raggiunge la Lunga Terra, presumibilmente inviato da alieni sconosciuti. Potrebbe essere un tentativo di creare un finale in crescendo per la serie con eventi che cambiano ancora una volta la storia dell’umanità. In questo caso, il messaggio è inviato a tutte le specie senzienti che vivono sulla Lunga Terra perciò la sua importanza va ben oltre l’umanità.
Il problema è che questa trama crea aspettative che alla fine mi hanno lasciato piuttoto deluso. Mi viene il dubbio che il progetto originale includesse un sesto libro con ulteriori sviluppi che non è stato mai scritto. Forse il problema è semplicemente che le mie aspettative erano sbagliate.
Nei romanzi precedenti, gli autori ci avevano abituato ad avere diverse sottotrame che a volte si intrecciavano in vari modi dando in certi casi l’impressione di essere antologie mascherate sfruttando l’ambientazione comune. “The Long Cosmos” ha il pregio che le diverse storie convergono fino al finale concentrato sulle conseguenze del messaggio alieno.
Una sottotrama di questo romanzo è incentrata su Joshua Valienté che riguarda la sua storia personale e nuovi incontri con altri personaggi importanti nella serie come Lobsang. Purtroppo le sue avventure mi sono sembrate solo occasionalmente interessanti e più che altro mostravano come Joshua fosse ormai troppo anziano per viaggiare da solo.
Joshua Valienté è stato un protagonista della serie fin dall’inizio ma una parte della sua storia mi è parsa un riempitivo. È un’impressione data da diverse sottotrame degli ultimi romanzi di una serie che probabilmente sarebbe stata migliore come trilogia senza quei riempitivi. È facile pensare che il declino della salute di Terry Pratchett abbia influito negativamente anche sullo sviluppo di questa serie.
La serie della Lunga Terra è stata caratterizzata da una frammentazione di trame e temi sviluppati. Aggiungere qualcosa di nuovo in ogni libro è positivo ma secondo me non è stato sufficiente a coprire i difetti. Per chi apprezza i continui cambiamenti o semplicemente vuole completare la serie, vale la pena di leggere anche “The Long Cosmos”.
