L’asteroide Vesta è un corpo celeste unico

Un'analisi a colori dell'emisfero sud dell'asteroide Vesta (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)
Un'analisi a colori dell'emisfero sud dell'asteroide Vesta (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)

La missione della sonda spaziale Dawn ci sta facendo scoprire sempre più informazioni riguardo a Vesta, il secondo corpo celeste per dimensioni nella cintura di asteroidi tra Marte e Giove dopo il pianeta nano Cerere.

La sonda spaziale Dawn aveva raggiunto Vesta nel luglio scorso e aveva cominciato ad inviarci molti dati su di esso facendoci capire sempre meglio che si tratta di un corpo celeste alquanto unico sotto vari punti di vista.

Precedenti osservazioni, in parte effettuate con il telescopio spaziale Hubble, avevano permesso di individuare vari crateri di Vesta, soprattutto uno particolarmente grande vicino al polo Sud. Sempre in quella regione, la sonda Dawn ha scattato immagini rilasciate dalla NASA un paio di mesi fa di una montagna alta tre volte il monte Everest.

Ora la NASA ha pubblicato un’immagine dell’emisfero sud di Vesta elaborata con un arcobaleno di colori assegnati per indicare diversi materiali. Le varie fotografie scattate dalla sonda Dawn con i suoi strumenti alla luce visibile e agli infrarossi hanno infatti permesso di distinguere diversi tipi di minerali ancora da identificare con precisione. L’immagine ha un buco centrale a causa dell’angolo sfavorevole tra Vesta, la sonda Dawn e il Sole che ha impedito di ottenere un’immagine completa.

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Le osservazioni indicano una struttura a strati che sono stati scavati dai tanti impatti subiti da Vesta nel corso della sua storia. Il suo nucleo dovrebbe essere composto di ferro e nickel, che forse erano fusi poco dopo la formazione di Vesta per poi raffreddarsi nel tempo formando i vari strati.

Le oltre diecimila immagini di Vesta inviate dalla sonda Dawn confermano l’ipotesi che questo grande asteroide è in effetti un protopianeta, quindi simile a com’era Terra nella prima fase della sua formazione. Vesta non è cresciuto per diventare un vero e proprio pianeta a causa delle perturbazioni causate nella cintura di asteroidi dalla potente gravità di Giove che rendono difficile la fusione tra i tanti piccoli corpi celesti. Le caratteristiche di Vesta che gli scienziati stanno scoprendo potrebbero comunque convincerli a inserirlo nella categoria dei pianeti nani.

Vesta ci ha già riservato alcune sorprese e la sonda spaziale Dawn continuerà a studiarlo fino al luglio 2012, quando partirà per dirigersi verso il pianeta nano Cerere. Nei prossimi mesi possiamo quindi aspettarci altre sorprese da una missione che nella sua prima fase è già un successo.

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