
Il romanzo “Una vita per le stelle” (“A Life for the Stars”) di James Blish venne pubblicato per la prima volta nel 1962. È il secondo romanzo della quadrilogia “Le città volanti”, seguendo “Ed essi avranno le stelle” nella cronologia interna. In Italia è stato pubblicato da Mondadori all’interno del volume “Le città volanti” nella collana “Varia Fantascienza” e dall’Editrice Nord, all’interno del volume “Le città volanti” nel n. 174 della collana “Cosmo Oro”. Edit. Mondadori ha pubblicato una nuova edizione all’interno del n. 9 di “Urania Jumbo”.
Crispin “Chris” deFord è un ragazzo terrestre che vuole vedere la città di Scranton, Pennsylvania, partire per lo spazio. Purtroppo per lui si avvicina troppo alla città e viene reclutato a forza da una pattuglia di Scranton in cerca di altri lavoratori perciò è costretto a partire anche lui.
Chris ha un po’ di conoscenze di astronomia e così riesce ad evitare i lavori peggiori ma deve studiare sodo. Dopo qualche tempo viene ceduto a New York, un’altra città volante, dove è costretto a studiare ancora di più e a provare a mostrare di avere capacità utili per cercare di diventare un cittadino e ottenere l’accesso alle medicine che prolungano la vita.
Cronologicamente, “Una vita per le stelle” è il secondo romanzo del ciclo “Le città volanti” ma è l’ultimo scritto da James Blish. È ambientato alcuni secoli dopo il primo romanzo, “Ed essi avranno le stelle”. Lo sviluppo della tecnologia antigravitazionale ha portato molte città ad abbandonare la Terra, ormai in perenne depressione economica e sottoposta ad un regime politico repressivo, in cerca di fortuna.
Le città volanti, in gergo “Okie”, viaggiano tra le stelle commerciando tra loro e con i pianeti colonizzati ma solo alcune riescono realmente ad arricchirsi mentre la maggior parte di esse rimangono piuttosto povere e non necessariamente hanno un governo più democratico di quello terrestre.
“Una vita per le stelle” è un juvenile, più precisamente una storia di raggiungimento della maturità, in cui Chris è il protagonista di varie avventure che per la maggior parte avvengono contro la sua volontà. Grazie però alle sue doti, al suo coraggio e al suo impegno, alla fine Chris riesce a prendere il suo destino nelle sue mani e a trovare il suo posto tra le stelle.
Uno dei messaggi fondamentali del romanzo è che la conoscenza di informazioni è una fase importante dell’istruzione ma non è sufficiente. Quando arriva a New York, Chris viene sottoposto a intense lezioni in cui riceve una notevole quantità di informazioni su vari argomenti tramite un sistema ipnotico ma quello è solo il punto di partenza. Il futuro di Chris dipende da quanto riuscirà a comprendere realmente le informazioni apprese e a collegarle tramite ragionamenti per mostrare fin dove arriva la sua intelligenza.
L’istruzione di Chris serve anche da scusa a James Blish per raccontare la storia dei prossimi secoli partendo dalla prima colonizzazione avvenuta subito dopo le vicende raccontate nel romanzo “Ed essi avranno le stelle”, ovviamente con un occhio particolare all’espansione delle città volanti.
“Una vita per le stelle” è il più breve tra i quattro romanzi del ciclo “Le città volanti” – poco più di cento pagine – perciò la vicenda si svolge ad un ritmo elevato nonostante l’inserimento di parecchie informazioni sulla storia futura. Chris è di gran lunga il personaggio più sviluppato dato che anche gli altri personaggi di una certa importanza appaiono solo in parte del romanzo.
“Una vita per le stelle” è un po’ troppo breve per eccellere dal punto di vista del sense-of-wonder e soprattutto nella seconda parte le vicende sembrano fin troppo accentrate attorno a Chris. Se James Blish avesse sviluppato maggiormente la storia forse il risultato sarebbe stato al livello dei migliori juvenile di Robert A. Heinlein, così com’è penso che sia un romanzo piuttosto buono ma non eccezionale. Per questo motivo secondo me più che mai ha senso leggerlo assieme agli altri del ciclo delle città volanti.

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