Da oggi il canale Nat Geo Music non è più disponibile sulla piattaforma Sky perché Fox, il suo proprietario, ha deciso di chiuderlo. I programmi continueranno parzialmente sul sito Internet del canale.
Nat Geo Music era un canale nato per trasmettere documentari sulla musica intesa come portatrice di cultura. Col tempo era diventato un canale che trasmetteva musica diversa concentrandosi su artisti poco famosi, inclusi alcuni che arrivano da paesi diversi da quelli che producono la maggior parte della musica che ci viene proposta.
Non a caso, in origine a questo canale era stato assegnato il numero 406 sul decoder Sky, ovvero era parte del gruppo di canali dedicati ai documentari, mentre nel 2008 era stato spostato al numero 710, passando al gruppo dei canali dedicati alla musica.
Certamente i canali musicali perdono qualcosa. È vero che alcuni di essi sono specializzati, vedi Video Italia, Onda Latina, Rock TV, Hip Hop oltre a MTV Classic che trasmette musica dei decenni scorsi, però per la maggior parte trasmettono sostanzialmente la stessa musica, soprattutto i vari canali MTV.
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Purtroppo a quanto pare la chiusura di Nat Geo Music è stata decisa a causa della scarsa audience. In teoria una piattaforma a pagamento come quella di Sky dovrebbe essere d’aiuto a canali che trasmettono programmi non banali tuttavia sono ben pochi quelli che si abbonano solamente per poter guardare un canale specifico. Canali come Nat Geo Music possono costruirsi una base di spettatori affezionati proprio grazie alla loro specificità ma per lo stesso motivo possono faticare ad attirare una quantità di spettatori sufficiente per andare avanti.
Potrei scrivere tante cose sul pericolo dell’omologazione e sul fatto che da un po’ di tempo Sky sta puntando sul calcio per attirare nuovi abbonati che quindi in generale non sono interessati a canali che hanno una loro identità particolare. Potrei scrivere tante cose ma probabilmente qualcun altro le ha già scritte e anche meglio di me perciò sarei banale e noioso.
Sta di fatto che Nat Geo Music non è il primo canale satellitare chiuso quest’anno che non trattava il palinsesto come un supermercato fa con i suoi prodotti, che vengono piazzati esclusivamente in base a logiche commerciali. Nel corso degli anni altri canali come Jimmy e Current avevano creato in modi diversi una programmazione a valore aggiunto che ne aveva fatto delle gemme nel bouquet Sky. Quest’anno non solo Sky sta perdendo canali in termini puramente quantitativi ma c’è una perdita anche in termini di qualità e diversità e questo è male.
