Fenomeno Norimberga di Andrea Micalone

Fenomeno Norimberga di Andrea Micalone
Fenomeno Norimberga di Andrea Micalone

Il romanzo “Fenomeno Norimberga” di Andrea Micalone è stato pubblicato per la prima volta nel 2026 da Mondadori nel n. 1755 di “Urania”. È il vincitore del Premio Urania 2025.

Aurora ha appena concluso una videochiamata con una scrittrice che cerca di aiutare nello sviluppo di un romanzo. Va a stendersi sul letto accanto a suo marito ma poco dopo si rende conto che l’uomo è morto. Quando viene stabilito che la morte è stata causata da strangolamento, Aurora è l’unica sospettata.

Nel 1561, sui cieli sopra la città di Norimberga molti abitanti vedono strani oggetti di varie forme i quali sembrano impegnati in una specie di battaglia. Un pellegrino si trova in città e assiste a quegli eventi ma non sono gli unici prodigi di quelle giornate.

Nel 2038, Joseph R. Martial è un celebre giornalista che viene selezionato dal miliardario Ron Hawkins per intervistarlo. Si tratta di un’occasione unica perché Hawkins si tiene lontano dalle apparizioni pubbliche, al punto che solo pochissimi conoscono il suo aspetto. Le sue rivelazioni a Martial sembrano assurde.

Il titolo del romanzo si riferisce a quello che viene chiamato Fenomeno celeste di Norimberga, un evento registrato nelle cronache dell’epoca che è stato descritto da un tipografo dell’epoca, il quale incluse anche un’illustrazione. Non è l’unico fenomeno in qualche modo straordinario visto nei cieli dell’epoca e le interpretazioni religiose che ne vennero date da testimoni e cronisti rendono difficile offrire spiegazioni certe.

Andrea Micalone ha usato altri eventi e oggetti misteriosi come fonti di ispirazione. Utsurobune è un oggetto misterioso arrivato sulle coste giapponesi nel 1803. Le sfere metalliche di Klerksdorp sono state trovate all’inizio degli anni ’80 del XX secolo nelle cave di pirofillite vicine a Ottosdal, nel Transvaal occidentale, in Sudafrica.

Su queste basi, che offrono la possibilità di interpretazioni fantasiose, Andrea Micalone ebbe l’idea per una storia fantascientifica. L’autore aveva già affrontato il tema dei viaggi nel tempo nel suo romanzo “Hodoeporicon“, che fu finalista al Premio Urania. L’esperienza accumulata negli anni e le riflessioni sui possibili sviluppi della storia gli hanno permesso di costruire una trama complessa che include vari oggetti considerati fuori dal normale.

La sottotrama incentrata sull’editor Aurora è la principale, almeno dal punto di vista della lunghezza, ed è quella che sembra meno fantascientifica. L’inizio è spassoso perché la donna fa dei commenti sulla scrittrice con cui sta sviluppando un romanzo ma il tono cambia radicalmente quando scopre che suo marito è morto. La sua storia si sviluppa come un thriller psicologico e ciò rende il romanzo particolarmente indicato per chi apprezza questo genere.

Aurora è l’unica sospettata dell’omicidio del marito Marco e a un certo punto lei stessa pensa di essere impazzita e di aver rimosso ogni ricordo di aver commesso un uxoricidio. Andrea Micalone ha spiegato di essersi ispirato a David Lynch nello sviluppo della storia di Aurora ed effettivamente i toni diventano progressivamente surreali proprio come in vari film del grande regista o in “Twin Peaks”.

Questo è il tipico romanzo in cui le sottotrame sembrano inizialmente slegate e solo pian piano si comincia a capire come esse si combinino per formare un’unica grande storia che comincia ai tempi della grande estinzione di massa che eliminò i dinosauri non aviani fino al futuro prossimo, con riferimenti anche a un futuro molto più lontano.

La costruzione della storia avviene tramite lo sviluppo dei misteri legati agli eventi e agli oggetti misteriosi presentati all’inizio del romanzo. La tensione legata a certi eventi inquietanti, in particolare al Fenomeno celeste di Norimberga e a ciò che succede ad Aurora dopo l’omicidio di suo marito, tiene vivo l’interesse del lettore ben prima che si capisca dove l’autore vada a parare.

Tutto ciò fa di “Fenomeno Norimberga” un romanzo che secondo me è ben costruito in cui Andrea Micalone combina con grande fantasia storie di eventi e oggetti indipendenti in una storia fantascientifica. Tra viaggi nel tempo, oggetti anacronistici del tipo chiamato OOPArt in inglese e atmosfere inquietanti ci sono parecchi motivi per leggere questo romanzo.

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