Il tempo dell’odio di Antonio Lanzetta

Il tempo dell'odio di Antonio Lanzetta
Il tempo dell’odio di Antonio Lanzetta

Il romanzo “Il tempo dell’odio” di Antonio Lanzetta è stato pubblicato per la prima volta nel 2022 da La Corte Editore e in una nuova edizione autopubblicata nel 2025.

Michele ha solo 14 anni ma dovrebbe essere l’uomo di casa perché suo padre è al fronte a combattere nella II Guerra Mondiale. Un pomeriggio del 1943, mentre torna a casa, vede una camionetta di fascisti che si dirige proprio lì. Senza armi, è costretto a nascondersi anche se vorrebbe con tutte le sue forze salvare sua madre e le sue sorelle. Invece, viene scoperto e riesce a malapena a sfuggire alla morte, a differenza di sua madre.

Trovato riparo presso Lucia, un’anziana donna della zona, l’unico pensiero di Michele riguarda il modo di liberare le sue sorelle dai fascisti cercando anche l’aiuto di un brigante che si fa chiamare Teschio. L’arrivo dei nazisti complica ancor di più la situazione, anche perché altre ragazze della zona stanno sparendo.

Antonio Lanzetta getta il lettore nel bel (si fa per dire) mezzo del Cilento nel 1943 raccontando la perdita dell’innocenza di Michele. In quel momento, per il giovanissimo protagonista comincia una storia di formazione con quella che può essere definita una quest che ha lo scopo di salvare le sue sorelle. È un viaggio con momenti davvero onirici, che potrebbero essere definiti di realismo magico.

Chi ha già letto qualche opera di Antonio Lanzetta non sarà sorpreso di quest’insieme di generi e sottogeneri. Al contrario, lo troverà normale perché quest’autore usa gli elementi narrativi che gli servono per far funzionare la storia a prescindere dalle etichette di genere.

La quest di Michele è dolorosa a causa delle circostanze che ne hanno determinato la necessità. I tragici eventi a cui ha dovuto assistere l’hanno segnato e non a caso Antonio Lanzetta cita la frase di Friedrich Nietzsche: “E se tu scruterai a lungo nell’abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te…” dove l’abisso è quello della violenza nazi-fascista.

La voglia di vendetta di Michele emerge molto rapidamente e lo segna profondamente. Suo padre gli aveva insegnato a sparare e qui Antonio Lanzetta si ricollega al pistolero della serie della Torre Nera di Stephen King (a proposito di mescolare generi diversi…) con una citazione all’inizio del romanzo. In assenza di suo padre, il brigante conosciuto come Teschio diventa il suo mentore e già questo la dice lunga sulla situazione.

La prima parte del romanzo è brutalmente realistica nella descrizione del Cilento sotto il fascismo. Balzano, che comanda i fascisti di Monte San Forte, è il fascista opportunista, una cacchetta meschina che non riuscirebbe neppure a fare il bullo se non avesse il potere del regime ad appoggiarlo, anche solo con le armi. Successivamente, tra i monti, gli eventi cominciano ad assumere toni più onirici e la presenza di un comandante nazista porta il male a un livello che in qualche modo trascende l’umano.

Per Michele, a volte è difficile capire quando ciò che vede è reale e quando sia una sua percezione. Le parti più oniriche lasciano anche al lettore ampio spazio d’interpretazione riguardo a ciò che Michele vede tra i monti del Cilento. Sicuramente il suo dolore è reale e permea tutta la storia e oltre. Per lui, la perdita dell’innocenza vuol dire anche sprofondare nell’abisso perché ciò che succede alla sua famiglia lo porta verso scelte ed esperienze terribili che segnerebbero perfino un adulto, figuriamoci un ragazzo così giovane.

Se cercate consolazione e rassicurazione, “Il tempo dell’odio” non fa proprio per voi perché Antonio Lanzetta non offre nulla di tutto ciò. Se cercate una storia intensa che si sviluppa con un ritmo molto elevato sul male, non solo fascista, e avete il coraggio di guardare nell’abisso, ve ne consiglio la lettura. A vostro rischio e pericolo, s’intende.

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