Dies irae di Ezio Amadini

Dies irae di Ezio Amadini
Dies irae di Ezio Amadini

Il romanzo “Dies irae” di Ezio Amadini è stato pubblicato per la prima volta nel 2019 da Watson edizioni nel n. 1 di “Andromeda”.

Tre leader del fondamentalismo religioso mondiale decidono di unire le forze per colpire quelle che per loro sono le forze sataniche. Pensano che far fallire il più grande esperimento scientifico della storia darà il via a una nuova ondata religiosa e sono pronti a spendere miliardi per riuscirci. I soldi arriveranno da finanziamenti e donazioni, non sempre volontarie e non solo da fedeli.

Quello che sembra un rendiconto finanziario di routine si trasforma in un mistero dopo la scoperta di una spesa aziendale che nasconde un furto ai danni dell’MR Group. La persona che lo scopre viene eliminata ma le attività criminali non sono senza tracce e Salvatore Esposito viene incaricato di investigare. La vicenda sembra essere assai complessa e punta al coinvolgimento di qualcuno all’interno dell’azienda e le ramificazioni dell’indagine portano rapidamente Esposito molto lontano.

“Dies irae” inizia con un grande complotto globale che va oltre la Terra perché nella metà del XXI secolo ci sono avamposti sulla Luna e su Marte. Si tratta di un futuro non molto lontano e non molto è cambiato nell’umanità, compresa la presenza di fondamentalisti religiosi pronti a tutto per cancellare progressi scientifici e tecnologici e riportare l’umanità indietro di secoli, anche dal punto di vista sociale.

Il romanzo è sviluppato soprattutto come un thriller tecnologico che parte dalla scoperta di quello che è un piccolo furto per una multinazionale ma finisce per rivelare che dietro c’è qualcosa di molto più grosso. L’indagine condotta da Salvatore Esposito ha molto di familiare proprio perché quel futuro non è molto lontano ma Ezio Amadini sfrutta i progressi tecnologici dei prossimi decenni e ci mostra come hanno influenzato la vita in quegli anni. Ad esempio, gli assistenti personali sono molto più avanzati di quelli attuali ed Esposito ne ha uno che è lo stato dell’arte ed è davvero speciale.

La costruzione di quel futuro, basata anche su vari flashback riguardanti gli anni della costruzione dell’ascensore spaziale, è minuziosa e riguarda vari campi scientifici e tecnologici. La storia è arricchita di moltissimi dettagli che aiutano il lettore a immergersi negli anni ’50 di questo secolo.

“Dies irae” non è un romanzo d’azione anche se nell’ultima parte il ritmo accelera e la trama diventa molto più intensa con elementi classici di fantascienza avventurosa. La maggior parte della storia è però incentrata sull’indagine di Salvatore Esposito. Il lettore sa fin dall’inizio chi siano i cattivi e alcune sottotrame seguono alcuni di loro. Ciò permette di apprezzare le tecnologie futuristiche usate da buoni e cattivi e soprattutto quello che diventa uno scontro, per la maggior parte del romanzo a distanza per poi diventare una resa dei conti nel finale.

La ricchezza nelle descrizioni di quel mondo futuro e i tanti intrecci della trama rendono il romanzo complesso. Ezio Amadini limita il più possibile il gergo tecnico nelle descrizioni di concetti scientifici e tecnologici e ciò aiuta il lettore a seguire una trama sofisticata. Si tratta di un tipo di storia che richiede attenzione, che viene ripagata nella parte finale in cui tutte le carte sono in tavola in eventi cruciali per il futuro dell’umanità.

Ezio Amadini ha scritto anche un prequel, “Il caso Madison“, che inizia nel 2038 e ha tra i suoi protagonisti alcuni personaggi di “Dies irae”. Le due storie sono indipendenti ma alcuni riferimenti in “Dies irae” costituiscono spoiler per il prequel e leggerli nella sequenza cronologica aiuta anche ad apprezzare i progressi scientifici e tecnologici compiuti nel decennio abbondante che li separa. Mi sono sembrati entrambi due thriller tecnologici ben costruiti e intriganti per vari motivi che possono essere apprezzati anche da chi di solito non legge fantascienza. È disponibile su Amazon.

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