Messia di Dune di Frank Herbert
Il romanzo “Messia di Dune” (“Dune Messiah”) di Frank Herbert è stato pubblicato per la prima volta nel 1969, prima a puntate sulla rivista “Galaxy” e poi come libro. È il secondo libro della saga di Dune e segue “Dune”. In Italia è stato pubblicato dall’Editrice Nord nel n. 12 di “Cosmo Oro” e all’interno del n. 5 de “I Grandi Cicli”, da Sperling & Kupfer nel n. 2 di “Sperling Serial” e da Fanucci in “Fanucci Narrativa” e ne “Il ciclo di Dune”, tutti nella traduzione di Giampaolo Cossato e Sandro Sandrelli.
Dodici anni dopo essere diventato l’imperatore dell’universo conosciuto, Paul “Muad’Dib” Atreides è l’uomo più potente della storia dell’umanità, almeno in teoria. Per i Fremen è diventato una sorta di divinità e ciò ha alimentato una jihad che ha causato oltre sessanta miliardi di morte. Paul stesso ha finito per essere trascinato da quella jihad non potendo fermarla se non al prezzo di una quantità di morti perfino superiore.
Il potere di Paul sembra impossibile da scalfire ma una cospirazione unisce le Bene Gesserit, la Gilda spaziale e i Bene Tleilax in un tentativo di rovesciarlo. Irulan, consorte ufficiale di Paul in un matrimonio puramente formale, è anch’essa complice. Un navigatore della Gilda sfrutta i suoi poteri di preveggenza per schermare i cospiratori dalla preveggenza di Paul. Mentre il Volto Danzante Scytale inizia la sua missione su Arrakis, un dono viene portato all’imperatore: Hayt, un ghola di Duncan Idaho.
