Neanche gli dei di Isaac Asimov
Il romanzo “Neanche gli dei” (“The Gods Themselves”) di Isaac Asimov è stato pubblicato per la prima volta nel 1972, prima a puntate sulle riviste “Galaxy Magazine” e “Worlds of If” e poi come libro. Ha vinto i premi Hugo, Nebula e Locus come miglior romanzo dell’anno. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nei nn. 608 e 910 di “Urania”, all’interno de “I mondi di Asimov. 3 romanzi di tiranni, robot e parauomini”, nel n. 128 dei “Classici Urania”, da Editori Associati nel n. 18 di “TEADue”, di nuovo da Mondadori nel n. 105 di “Oscar Fantascienza”, nel n. 640 di “Oscar Bestseller” e nel n. 222 di “Urania Collezione”, tutti nella traduzione di Beata Della Frattina.
Quando il radiochimico Frederick Hallam trova un barattolo che dovrebbe contenere del tungsteno, ne analizza il contenuto e scopre che si tratta di plutonio-186, un isotopo la cui esistenza è teoricamente impossibile. La vera grande scoperta è che quel materiale è arrivato da un universo parallelo con leggi fisiche diverse. Il decadimento del plutonio genera energia totalmente gratuita e scambiandolo con tungsteno è possibile fornire energia a tutto il mondo.
Peter Lamond è un giovane fisico che studia quella che è stata chiamata Pompa Elettronica, che genera energia grazie allo scambio di materiali tra i due universi. I primi studi avevano indicato che lo scambio altera le leggi fisiche dei due universi, soprattutto l’interazione nucleare forte ma ciò non costituirà un problema per un tempo molto lungo. Secondo Lamond il pericolo potrebbe essere ben più vicino ma nessuno vuole credere alla necessità di rinunciare alla pompa per paura che il Sole possa esplodere.


