L’ultima imperatrice di John Scalzi

L'ultima imperatrice di John Scalzi
L’ultima imperatrice di John Scalzi

Il romanzo “L’ultima imperatrice” (“The Last Emperox”) di John Scalzi è stato pubblicato per la prima volta nel 2020. È il terzo libro della serie dell’Interdipendenza e segue “Lo stallo dell’impero“. In Italia è stato pubblicato da Fanucci nella traduzione di Laura Mastroddi.

L’imperatrice Grayland II sta cercando in tutti i modi di salvare gli abitanti dell’Interdipendenza dal collasso del Flusso che collega i vari pianeti e habitat abitati. Allo stesso tempo, è consapevole che il complotto contro di lei che è stato sventato è solo uno dei tanti che potrebbero costarle la vita, soprattutto dopo che Nadashe Nohamapetan è fuggita dalla prigione.

Il pianeta Fine potrebbe rappresentare l’ultima speranza dell’umanità perché è abitabile, a differenza degli habitat artificiali costruiti in altri luoghi solo perché vicini a una corrente del Flusso. La guerra civile su Fine e la flotta comandata dai nemici dell’imperatrice che controllano la corrente che collega il pianeta all’Interdipendenza costituiscono i problemi principali.

“L’ultima imperatrice” conclude la trilogia dell’Interdipendenza, l’impero interstellare esistente grazie al Flusso, che permette viaggi di molti anni luce in tempi relativamente brevi. Quando uno scienziato comunica la previsione di un progressivo collasso delle correnti del Flusso, credute stabili, le reazioni sono di incredulità fino al momento in cui comincia il loro collasso.

Questo romanzo finale conclude le varie sottotrame iniziate in quelli precedenti, compresa quella legata agli intrighi attorno al trono. La trilogia forma un’unica grande storia perciò è necessario aver letto i romanzi precedenti per capire personaggi ed eventi de “L’ultima imperatrice”.

Continuano scoperte e colpi di scena e John Scalzi riesce a inserirne almeno qualcuno davvero difficile da aspettarsi e ciò include anche le ultime rivelazioni sulle origini dell’Interdipendenza. I ruoli dei personaggi importanti sono ormai chiari ma le loro storie personali hanno ancora sviluppi che possono essere sorprendenti. Grayland II è al centro degli intrighi ma Kiva Lagos vi è più che mai coinvolta ed è più che mai sboccata.

Il mio problema con “L’ultima imperatrice” è che troppo spesso mi è parso che sia una sequenza di colpi di scena più che una storia costruita sviluppando i vari temi introdotti nei romanzi precedenti. John Scalzi ha scritto il minimo indispensabile per permettere ai lettori di capire che c’è una crisi a cui la maggior parte delle persone reagisce in modo miope e le famiglie più ricche sono interessate solo a sfruttarla per arricchirsi ancor di più. Anche per quanto riguarda i colpi di scena, a volte vengono raccontati in modo molto rapido, come ad esempio nelle scoperte riguardanti il passato, di cui l’autore ci fa solo intravvedere una notevole complessità.

C’era un grande potenziale per gli approfondimenti ma parti importanti della grande storia, come alcune conseguenze della crisi, vengono completamente saltate. Soprattutto pensando che “L’ultima imperatrice” termina la trilogia dell’Interdipendenza, sembra un po’ frettoloso. È un caso di romanzi che forse sarebbero stati migliori se fossero stati più lunghi, naturalmente se l’allungamento avesse offerto maggior sostanza con gli approfondimenti dei vari temi.

Così com’è, la trilogia dell’Interdipendenza è divertente ma c’è ben poco altro. Il fatto che “L’ultima imperatrice” sia così basato su colpi di scena fa anche venire ben poca voglia di rileggere la serie perché non ci sono approfondimenti che possano stimolare spunti di riflessione anche in nuove letture. Alla fine, è una trilogia che consiglio a chi vuole leggere un’opera senza troppe complicazioni.

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