
Il romanzo “Generazione Paratwa” (“Ash Ock”) di Christopher Hinz è stato pubblicato per la prima volta nel 1989. È il secondo libro del ciclo dei Paratwa e segue “Il risveglio del Paratwa“. In Italia è stato pubblicato dall’Editrice Nord nel n. 227 di “Cosmo Argento” nella traduzione di Gianluigi Zuddas
Attacchi terroristici stanno colpendo una delle colonie in cui gli umani vivono dopo che la Terra è stata resa inabitabile. Il timore è che si tratti dei terribili Paratwa, assassini geneticamente modificati che condividono una coscienza in due corpi. Susan Quint è testimone di uno di questi attacchi e quando scambia uno sguardo con uno degli assassini, lei percepisce un senso di familiarità ma sul momento pensa più a scappare che a quella strana sensazione. Quando però due poliziotti vengono a interrogarla e tentano di ucciderla, Susan si dà alla fuga e cerca di capire cosa le stia succedendo.
I Costeau erano pirati ma nel corso degli ultimi decenni hanno cominciato a integrarsi nella popolazione delle colonie. Il Leone degli Alexander, il leader di una delle loro “tribù”, collabora alle indagini sugli attacchi, anche per cercare di stabilire se dietro vi siano dei Paratwa, di cui ha visto la spietatezza quand’era un ragazzino. Il fatto che una sorta di malware stia distruggendo importanti archivi è sospetto perché i Paratwa sono tra i pochissimi a disporre di tecnologie precedenti all’Apocalisse. Il Leone decide di risvegliare Nick e Gillian, i cacciatori di Paratwa.
Ne “Il risveglio del Paratwa” Christopher Hinz aveva presentato i Paratwa, creature in grado di usare due corpi umani in perfetta sincronia grazie a una connessione telepatica che fin dall’infanzia vengono addestrati a usare un’arma micidiale chiamata Falce Cohe. “Generazione Paratwa” è ambientato 56 anni dopo ma il suo sviluppo ha forti radici nel primo romanzo. La situazione nelle colonie spaziali è influenzata dagli eventi di decenni prima e c’è il ritorno di Nick e Gillian, che erano stati messi in stasi criogenica. Le informazioni fondamentali vengono fornite anche in questo seguito ma leggere “Il risveglio del Paratwa” è indispensabile per capire davvero gli eventi e in particolare i due cacciatori di Paratwa e tutto ciò che ruota attorno a loro.
Christopher Hinz utilizza buona parte di “Generazione Paratwa” per scavare nelle motivazioni dei personaggi importanti e alcuni di essi passano attraverso conflitti interiori, anche se per motivi molto diversi. Per Gillian sono le conseguenze degli eventi de “Il risveglio del Paratwa”, che dal suo punto di vista sono avvenuti da poco. Per Susan, c’è una lenta scoperta del suo complesso passato con una serie di colpi di scena riguardanti il suo presente.
Dopo un inizio per certi versi frenetico per ciò che avviene a Susan, prima testimone di un massacro e poi in fuga dopo aver subito un tentativo di ucciderla, il ritmo rallenta. C’è meno azione e più introspezione, anche da parte di Ghandi, un personaggio che è finito invischiato nelle macchinazioni dei Paratwa. Il suo punto di vista è utile per scoprire progressivamente i piani dei Paratwa nei confronti dell’umanità e i loro progressi.
A differenza del primo romanzo, “Generazione Paratwa” non ha una vera conclusione ma è sostanzialmente la prima metà di un romanzo diviso in due libri. In parte, Christopher Hinz l’ha usato per espandere la “mitologia” dei Paratwa, per aggiornare la situazione delle colonie e della Terra, per introdurre nuovi personaggi importanti e per iniziare alcune sottotrame che continueranno nel terzo libro della trilogia originale. Soffre di una certa tendenza alla lentezza in certe parti che dovrebbero essere utili nel seguito per cui è meno avvincente del primo romanzo. Secondo me, vale comunque la pena di leggerlo con la consapevolezza che bisogna completare la trilogia per sapere come finisce la storia.

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