Aristoi di Walter Jon Williams

Aristoi di Walter Jon Williams
Aristoi di Walter Jon Williams

Il romanzo “Aristoi” (“Aristoi”) di Walter Jon Williams è stato pubblicato per la prima volta nel 1992. In Italia è stato pubblicato da Mondadori in “Superblues” e nei nn. 208/209 di “Urania Collezione” nella traduzione di Franco Forte e Nicoletta Greco.

Gabriel è un Aristos impegnato soprattutto nei campi dell’architettura e della musica gestendo vari pianeti la cui attività è concentrata sulle arti. Viene aiutato da vari dáimones, personalità limitate che si occupano di attività specifiche. Non tutti gli Aristoi sono soddisfatti della situazione e alcuni vorrebbero tornare al passato avventuroso che aveva forgiato la loro società ma Gabriel è parte della maggioranza che ritiene che quel passato fosse troppo caotico e pericoloso.

Quando Cressida, un’Aristos che si dedica alle scienze, scopre che qualcuno ha violato l’Hyperlogos, che contiene tutta la conoscenza della Logarchia, indaga e scopre che qualcosa di molto strano sta succedendo in un’area di spazio che dovrebbe essere stata devastata da una supernova. Si confida con Gabriel, l’Aristos più vicino a quell’area, poco prima di rimanere uccisa nella distruzione del suo laboratorio. Gabriel, convinto che non si sia trattato di un incidente, si rende conto di dover indagare in segreto su una possibile minaccia per l’intera Logarchia.

Gli Aristoi erano i nobili dell’antica Grecia, in origine un’aristocrazia determinata per nascita ma in certi casi riformata successivamente, come ad Atene. Il termine Aristoi significa “i migliori” e Walter Jon Williams lo riprende assieme ad altri termini greci, a volte adattati a una società di un lontano futuro, con un’umanità sparsa tra le stelle dopo che una catastrofe ha portato alla distruzione della Terra. Questi Aristoi futuri devono conquistare in modo meritocratico un rango che comporta grandi poteri ma anche essere al servizio dell’umanità.

La costruzione di questa società futura e in particolare degli Aristoi è molto approfondita da parte di Walter Jon Williams, al punto che la prima parte del romanzo è una grande introduzione che permette di mostrarne la complessità data dall’uso di tecnologie avanzatissime. Si tratta di una società che rappresenta un tentativo di costruire un’utopia e al tempo stesso mostra i limiti delle scelte fatte dagli Aristoi. Le tecnologie disponibili danno l’idea di una possibile utopia transumanista, eppure c’è una gerarchia, anche se ognuno ha la possibilità di elevarsi al suo interno. La meritocrazia permette a chiunque di diventare Aristos eppure gli Aristoi vengono venerati come divinità dalle persone comuni.

I tanti secoli trascorsi dalla creazione di quella società hanno portato un potere enorme nelle mani degli Aristoi, che gestiscono tecnologie più sviluppate di quelle che causarono la distruzione della Terra. Walter Jon Williams offre informazioni qua e là su quel passato per sottolineare quali responsabilità abbiano gli Aristoi nei confronti dell’umanità. In teoria, la struttura della Logarchia assicura trasparenza ma gli Aristoi, nonostante i loro impianti neurali, rimangono umani e tutt’altro che perfetti con le loro emozioni e i loro desideri, lasciando aperta la possibilità di abusi.

Tra gli Aristoi ci sono disaccordi sulla politica riguardante l’espansione dell’umanità, che per alcuni è stata regolamentata in modo troppo rigido. La possibilità che un Aristos compia ricerche proibite sembra assurda, eppure è ciò che Cressida sospetta e ancor più Gabriel dopo la morte di Cressidda. L’indagine di Gabriel accelera il ritmo del romanzo, inizialmente lento, per un intrigo che diventa a volte brutale negli sviluppi che avvengono nella seconda metà della storia.

L’universo narrativo di “Aristoi” è ricco ma proprio per questo motivo anche complesso. È un caso in cui la costruzione della società futura da parte dell’autore rappresenta una parte importante del romanzo ma ciò significa che il lettore deve apprezzare questo tipo di narrazione. A volte la storia può essere difficile da seguire perché ci sono di mezzo uno o più dáimones che assistono Gabriel e l’autore usa una narrazione divisa in due colonne per dare un’idea della comunicazione multipla che avviene nella sua mente.

Ho trovato intrigante la costruzione da parte di Walter Jon Williams di una società in una fase in cui cerca di superare le debolezze del passato ma è ancora ancorata ai limiti umani con le conseguenze che vengono esplorate nel romanzo. Se siete pronti a un viaggio che in parte avviene nella mente di questi umani del futuro mettendo assieme fantascienza “hard” e umanistica, “Aristoi” fa per voi.

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