
Circa due settimane fa il presidente della FCC (Federal Communications Commission) Tom Wheeler aveva affermato che presto saranno proposte nuove regole che potrebbero permettere agli operatori di servizi Internet chiedere un pagamento per non filtrare il traffico dei concorrenti. Ciò potrebbe stravolgere Internet con maggiori costi per gli utenti. Come risposta, oltre cento aziende del settore tecnologico hanno inviato una lettera (si tratta di un file in formato PDF) congiunta alla FCC chiedendo di difendere la net neutrality.
Qualche giorno fa, la Mozilla Foundation aveva proposto di separare il mercato consumer da quello tra gli operatori e di considerare quest’ultimo come parte del mercato delle telecomunicazioni a cui applicare norme che ancora impongono la net neutrality. Successivamente, Mozilla si è unita ad altri giganti del settore che vanno da Google ad Amazon, da E-bay a Facebook, da Twitter a Microsoft e tanti altri assieme a nomi un po’ più piccoli per un totale di oltre cento aziende.
Questa coalizione chiede che Internet sia libera e aperta. Viene fatto notare che negli ultimi vent’anni gli innovatori americani hanno portato enormi progressi, anche economici, grazie anche alla net neutrality. La possibilità per piccole aziende di crescere senza il peso di dover pagare gli operatori per evitare filtri sui propri servizi ha permesso lo sviluppo del commercio on line, dei social network e di tanti altri servizi partiti dal nulla.
Le nuove proposte della FCC potrebbero creare una situazione in cui solo gli operatori che possono pagare per evitare che i loro servizi vengano filtrati potranno avere successo. È chiaro che alla fine i costi ricadrebbero sui loro clienti e rischierebbe di impedire alle start-up di sviluppare nuovi servizi.
Per qualche grosso operatore sarebbe un vantaggio trasformare un mercato libero in una sorta di oligarchia con tendenze monopolistiche. Internet non è l’unico settore in cui poche multinazionali cercano di controllare il mercato e quando ci riescono gli effetti sono sempre negativi per i consumatori.
Le prossime regole, che potrebbero essere approvate il 15 maggio, saranno vincolanti per gli USA ma ovviamente ciò che succede lì ha notevoli effetti sul resto del mondo. Le proposte avanzate il mese scorso avevano subito provocato polemiche, la presa di posizione di oltre cento aziende del settore dà una speranza che Internet rimanga quella che è stata finora e non cominci a tasformarsi in una giungla piena di tagliagole.
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