
Il romanzo “The Clockwise Man” di Justin Richards è stato pubblicato per la prima volta nel 2005. È al momento inedito in Italia.
Il Nono Dottore e Rose Tyler arrivano a Londra, nel 1924, per vedere l’Esibizione Imperiale Britannica. Sono appena usciti dal Tardis quando vedono un uomo in difficoltà a causa di un’aggressione e accorrono per aiutarlo. L’uomo lavora per Sir George Harding e i tre vanno alla sua residenza, dove il Dottore e Rose incontrano varie persone, tra cui Anna, la moglie di Sir George, e il figlio di lei, Freddie.
Ben presto, il Dottore e Rose scoprono che gli amici di Sir George sono coinvolti in un piano che ha lo scopo di restaurare la monarchia in Russia. In questa strana cospirazione sono coinvolti una donna che porta sempre una maschera e Repple, che sostiene di essere il legittimo sovrano di Dastaria, deposto come gli zar, ma ci sono troppe cose su di loro che sono strane.
Anche negli anni successivi alla cancellazione della serie classica di “Doctor Who”, era continuata la pubblicazione di romanzi legata ad essa e dopo l’uscita del film TV vennero pubblicati anche romanzi con l’Ottavo Dottore. Con il lancio della nuova serie televisiva, la decisione di iniziare una nuova serie di libri che si accompagnassero ai nuovi episodi raccontando avventure del Nono Dottore fu ovvia.
Questa nuova serie di romanzi ha una trama lineare apprezzabile anche da lettori molto giovani ma abbastanza sofisticata da poter interessare anche lettori più maturi. Per cercare di avere quest’equilibrio, la lunghezza è stata stabilita attorno alle 250 pagine ma la dimensione è quella di un tascabile nonostante abbiano la copertina rigida come i libri più grandi.
“The Clockwise Man” è il primo romanzo con il Nono Dottore, pubblicato poche settimane dopo l’inizio della nuova serie televisiva. Esso è stato scritto molto prima perciò come minimo Justin Richards si è consultato con il team di produzione e forse ha assistito a qualche ripresa per poter conoscere la caratterizzazione del Nono Dottore e Rose. Esso contiene anche un riferimento a “Bad Wolf”, parte dell’arco narrativo della prima stagione della nuova serie.
Il romanzo inizia con un ritmo lento perché il Dottore e Rose arrivano nella Londra del 1924 e incontrano un gruppo di persone che spesso non sono ciò che sembrano perciò c’è molto spazio dedicato ad esse. Il problema dell’identità è fondamentale in “The Clockwise Man” e buona parte della trama consiste nella progressiva scoperta dei segreti dei vari personaggi.
Una donna mascherata cela in maniera ovvia qualcosa su di sé ma anche gli altri nascondono qualcosa. Alcuni segreti emergono rapidamente, come quelli legati ad un piano per restaurare la monarchia in Russia, altri sono ben nascosti, come quelli legati ad un ex dittatore alieno esiliato sulla Terra. E che dire della storia di Repple, che sostiene di essere il legittimo sovrano di Dastaria?
C’è un parallelo tra la rivoluzione russa e quella aliena. Nel primo caso, lo zar è stato rovesciato in maniera spietata, con la brutale uccisione di tutta la famiglia reale. Il regime alieno è stato rovesciato in maniera meno violenta ma la scelta di mandare l’ex dittatore in esilio sulla Terra ha delle conseguenze. Qualunque sia la scelta, nelle rivoluzioni è sempre difficile dare un taglio con il passato.
Grazie ad un incontro fortuito, diventa facile per il Dottore e Rose almeno cominciare a conoscere i segreti di un gruppo di persone che cospira per restaurare la monarchia in Russia, probabilmente anche troppo facile. In effetti, i due viaggiatori si inseriscono bene in un tale gruppo dato che anch’essi nascondono qualcosa sulla loro identità, tanto da ingenerare una certa confusione in qualche altro membro del gruppo.
Nella prima parte del romanzo c’è una decisa preponderanza dei misteri relativi ai personaggi e Justin Richards riutilizza vari elementi già inseriti in suoi precedenti romanzi legati a “Doctor Who”. Nella seconda parte comincia ad esserci anche azione, anche se onestamente è abbastanza prevedibile nonostante la complessità dell’intreccio.
Il risultato è un romanzo competente ma non esattamente brillante. La parte relativa ai misteri attorno ai personaggi è abbastanza interessante nonostante il ritmo lento. Essi sono sviluppati piuttosto bene nonostante la lunghezza del romanzo ma essa pone comunque dei limiti. Complessivamente, è un prodotto per fan di “Doctor Who”.
