Gli utenti di Internet reagiscono alla sorveglianza di massa con l’iniziativa “The Day We Fight Back”

La home page del sito dell'iniziativa The Day We Fight Back
La home page del sito dell’iniziativa The Day We Fight Back

Le rivelazioni di Edward Snowden hanno confermato timori che nel passato potevano sembrare paranoici riguardo alla sorveglianza a cui perfino persone normali sono sottoposte. Con la scusa di proteggere la popolazione, in particolare l’NSA americana ha cominciato a spiare anche cittadini americani e alleati come la cancelliera tedesca Angela Merkel. Oggi l’iniziativa “The day we fight back” intende far sentire la voce della gente in favore della privacy e della libertà.

Benjamin Franklin disse che chi sia disposto a sacrificare la propria libertà per una temporanea sicurezza non merita nessuna delle due e perderà entrambe. Chissà cosa penserebbe della situazione attuale della nazione che contribuì a fondare! Anche i giornali americani più autorevoli hanno pubblicato notizie riguardanti la rete di sorveglianza dell’NSA che esiste oggi, talmente estesa e sofisticata che per le persone comuni è difficile comprendere quanto sia diventata invasiva.

I contenuti di e-mail, navigazione su siti web, chat, attività sui social network e i contenuti di telefonate vengono regolarmente spiati dall’NSA. In realtà, anche i servizi segreti di altre nazioni fanno le stesse cose, magari su scala più piccola perché hanno un budget inferiore. Parliamo sempre di molti miliardi di dollari spesi, anche in anni di pesante crisi economica, per sorvegliare la gente.

Ci dicono che le persone oneste non hanno nulla da temere: tutti i dittatori usano quest’argomentazione ma chi controlla i controllori? La storia dimostra che in questi casi gli abusi diventano sempre peggiori, la libertà viene erosa nel tempo e alla fine la sorveglianza diventa dittatura.

Lo scandalo ha provocato tensione anche tra gli USA e i suoi alleati. Nel dicembre 2013, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha detto al presidente americano Barack Obama che le tattiche dell’NSA assomigliano a quelle della Stasi, il famigerato e soprattutto spietato servizio di sicurezza del regime comunista della Germania Est.

Gli USA e altre nazioni i cui servizi segreti sono impegnati in queste operazioni di sorveglianza massiccia sono ancora ufficialmente democrazie. ciò vuol dire che i cittadini possono pretendere dai loro governanti che questo stato di cose cambi. L’iniziativa “The day we fight back” intende stimolare la gente ad attivarsi per cambiare la situazione.

Una serie di organizzazioni che vanno dalla Fondazione Mozilla al social network Reddit, da Amnesty Internazional alla Electronic Frontier Foundation e tante altre ancora assieme a siti di persone comuni supportano l’iniziativa “The day we fight back”. Questo è il momento di non rassegnarsi ad una situazione negativa e di alzare la voce per difendere la nostra libertà.

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