The Android’s Dream di John Scalzi

The Android's Dream di John Scalzi (edizione americana)
The Android’s Dream di John Scalzi (edizione americana)

Il romanzo “The Android’s Dream” di John Scalzi è stato pubblicato per la prima volta nel 2006. È al momento inedito in Italia.

I rapporti tra gli umani e i Nidu subiscono un forte peggioramento quando un diplomatico umano provoca la morte di un collega Nidu. Gli alieni sono militarmente molto più potenti degli umani e, nonostante l’esistenza di trattati interstellari che coinvolgono molte specie, la situazione potrebbe degenerare in un conflitto armato.

Una speranza per l’umanità è costituita da una cerimonia estremamente importante che presto segnerà la salita al potere di un nuovo leader Nidu. Fornire una pecora per la cerimonia verrebbe visto come un forte segno di amicizia ma si tratta di un animale di una razza molto speciale chiamata Android’s Dream. Una fazione Nidu avversa al nuovo leader è però riuscita a sterminare le pecore di quella razza e Harry Creek, un dipendente del Dipartimento di Stato davvero particolare, deve proteggere un “esemplare” davvero unico che contiene ancora il DNA di quella razza di pecore.

John Scalzi è famoso in particolare per la serie “Old Man’s War”, “The Android’s Dream” è ambientato in un altro universo narrativo. Anche in questo caso gli esseri umani hanno a che fare con parecchie specie aliene ma i rapporti tra di esse sono regolati da trattati interstellari che li mantengono pacifici. Almeno in genere.

“The Android’s Dream” è concentrato sui rapporti tra umani e Nidu, due specie che ufficialmente sono alleate. I Nidu comunicano anche tramite odori e un diplomatico umano sfrutta tale caratteristica per provocare in un collega Nidu una reazione talmente violenta da portarlo alla morte. Il fatto che l’umano colpevole abbia utilizzato un apparecchio per emettere odori installato dove non batte il sole fa capire fin dall’inizio che questo romanzo contiene ampie dosi di umorismo.

Un inizio del genere può far pensare che l’umorismo in “The Android’s Dream” sia rozzo, invece nel corso del romanzo si rivela decisamente sofisticato. La storia contiene diversi elementi satirici in cui momenti della politica terrestre del futuro sono ispirati da quella del recente passato.

Anche la fantascienza stessa è inclusa, con riferimenti più o meno umoristici. Ad esempio, la razza di pecore chiamata Android’s Dream è un riferimento al romanzo di Philip K. Dick. Una religione futura che ha un ruolo importante nella storia è stata creata da uno scrittore riconosciuto come un truffatore. Nel romanzo appaiono ibridi umani-animali che sembrano arrivati da “L’isola del dottor Moreau” di H.G. Wells.

Al centro della storia c’è però Harry Creek, un impiegato del Dipartimento di Stato il cui lavoro è in genere piuttosto tranquillo che invece finisce coinvolto in un intrigo interstellare. La sua avventura contiene parecchi elementi molto seri perché è un veterano di una terribile battaglia in cui è morto il suo migliore amico.

La storia di Harry Creek alterna momenti di intensa azione in stile James Bond ad altri di introspezione. In entrambi i casi, viene assistito da una versione software del suo migliore amico, la cui mente era stata registrata prima di morire per attivarla successivamente in un sistema informatico.

John Scalzi mette assieme tutti questi elementi in una storia che è molto più di una semplice commedia fantascientifica. In “The Android’s Dream” ci sono tanti personaggi e non tutti hanno una gran profondità ma almeno i  protagonisti sono ben sviluppati, con un passato che viene pian piano rivelato per comprendere meglio il loro presente.

Inizialmente, il ritmo della storia è lento, con parecchie informazioni su personaggi e situazioni che aiutano il lettore a capire le basi del romanzo e del suo universo narrativo. Pian piano, il romanzo decolla e il ritmo diventa generalmente molto più rapido con parecchi momenti di azione davvero intensa.

Alla fine, “The Android’s Dream” è un romanzo che offre più di quanto mi aspettassi. È davvero divertente, anche se a volte strappa qualche ghigno amaro, e spesso dà da pensare. Complessivamente è eccellente e ne consiglio la lettura.

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