
Il romanzo “La progenie” (“The Strain”) di Guillermo del Toro e Chuck Hogan è stato pubblicato per la prima volta nel 2009. È il primo romanzo di una trilogia. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nella collana “Omnibus” e nel n. 3 di “Urania Horror” nella traduzione di Gaetano L. Staffilano. L’edizione Omnibus è disponibile in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK
e in formato ePub su IBS.
Un Boeing 777 arriva all’aeroporto JFK di New York ma subito dopo l’atterraggio le comunicazioni si interrompono e nessun segno di vita arriva dai passeggeri o dall’equipaggio. Il dottor Ephraim “Eph” Goodweather, che dirige un team che si occupa di possibili minacce biologiche, viene chiamato per verificare se sia un caso di bioterrorismo e quando entra nell’aereo trova passeggeri ed equipaggio quasi tutti morti senza apparente motivo.
Mentre Eph e i suoi collaboratori effettuano le autopsie dei morti, i pochissimi sopravvissuti sembrano in stato di confusione. Come se non bastasse, viene avvicinato da Abraham Setrakian, un ex professore sopravvissuto dell’Olocausto che gli racconta una storia apparentemente assurda. Quando però i cadaveri cominciano a scomparire e i sopravvissuti manifestano stranissimi cambiamenti, anche una storia di vampiri comincia a sembrare l’unica che possa avere un senso.
Il regista Guillermo del Toro aveva ideato una storia come una serie televisiva ma non aveva trovato nessun acquirente. Gli venne quindi consigliato di adattarla in una serie di romanzi, un lavoro ben diverso rispetto a quello del regista e anche dello sceneggiatore perciò lo fece assieme a Chuck Hogan, uno scrittore che aveva già parecchia esperienza nel campo dell’horror.
Il risultato è una trilogia in cui si può dire che Dracula viene portato nell’era di CSI. Questa è certamente una banalizzazione di questi romanzi ma dà l’idea di come elementi tradizionali delle storie di vampiri siano stati inseriti in una storia in cui la moderna analisi scientifica di una possibile scena di un crimine è basilare.
Proprio come nella storia di Dracula, in “La progenie” un antico vampiro viene trasportato in una nuova terra in una cassa ma nel terzo millennio anche queste creature usano gli aerei di linea. Qualcosa di molto brutto succede alla fine del viaggio e le autorità competenti vengono allertate perché inizialmente c’è il timore di un atto di terrorismo.
Quando quasi tutti i membri dell’equipaggio e i passeggeri dell’aereo vengono trovati morti, comincia un’indagine che ha lo scopo di appurare se ci sia una minaccia biologica. I risultati sono sempre più sorprendenti perché in “La progenie” il vampirismo viene visto come una forma di parassitismo che causa notevoli cambiamenti fisici nelle vittime.
Nel corso del romanzo, le indagini condotte dal team guidato da Ephraim Goodweather mostrano la vera e propria metamorfosi che avviene nei corpi delle vittime dei vampiri. Questo è un elemento importante nella storia e davvero gli elementi horror classici sono mischiati a quelli di polizieschi moderni come CSI.
Se il romanzo non iniziasse con la leggenda di Jusef Sardu, la parte iniziale darebbe l’impressione di essere un thriller. Successivamente però gli elementi horror emergono sempre di più, anche con il coinvolgimento attivo di Abraham Setrakian, che conosce la vera natura della forza malefica all’opera.
L’originalità non è il punto forte di “La progenie”. Il romanzo mette assieme elementi presi qua e là e non solo dalle storie classiche di vampiri. Il personaggio di Abraham Setrakian sembra ispirato al Saul Laski di “Danza Macabra” di Dan Simmons, anche per i flashback riguardanti il suo scontro con l’antico vampiro durante la II Guerra Mondiale.
Gli altri personaggi del romanzo sono generalmente costruiti su cliché, a cominciare dal protagonista Ephraim Goodweather, il cui matrimonio è fallito perché è troppo dedito al lavoro e per lo stesso motivo fatica ad avere un rapporto col figlio. Riguardo ai nomi dei personaggi, quello del miliardario Eldritch Palmer è un riferimento al romanzo “Le tre stimmate di Palmer Eldritch” di Philip K. Dick.
“La progenie” non ha ambizioni di essere grande letteratura. Nonostante le contaminazioni moderne e il fatto che l’infestazione vampirica venga trattata per molti versi come un’epidemia, alla fine si tratta di un romanzo horror. Il suo scopo non è fare approfondimenti filosofici bensì di suscitare emozioni nel lettore.
In “La progenie”, la tensione è inizialmente data dal mistero attorno all’aereo atterrato all’aeroporto JFK. Nel corso del romanzo, gli elementi horror diventano sempre più importanti e sono descritti con parecchi particolari e parecchio sangue che scorre. C’è parecchia azione e Abraham Setrakian sembra davvero arzillo vista la sua età e le sue condizioni fisiche. Il ritmo però a volte è abbastanza lento quando gli elementi del “procedural drama” sono dominanti.
“La progenie” non mi ha entusiasmato. È scritto con mestiere perciò la lettura è scorrevole ma non l’ho trovato brillante. Probabilmente piacerà maggiormente agli appassionati di horror che lo possono leggere nelle serate buie per provare qualche brivido. Va detto che alla fine del romanzo la storia non termina perciò bisogna cominciare a leggerlo con l’idea di andare avanti con gli altri romanzi della trilogia.
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