
Ieri, quando negli U.S.A. era pomeriggio, il razzo vettore Antares è stato lanciato con successo nel suo primo volo di test, indicato come A-ONE, dal Mid-Atlantic Regional Spaceport (MARS) alla Wallops Flight Facility della NASA. In cima aveva una massa che ha lo scopo di simulare la navicella spaziale Cygnus che verrà lanciata dal razzo nelle missioni reali. Nei giorni scorsi il lancio era stato rimandato a causa di un problema hardware e del cattivo tempo.
Il razzo vettore Antares, sviluppato dalla Orbital Sciences Corporation, era conosciuto come Taurus II nel corso delle prime fasi di sviluppo. Il primo stadio utilizza RP-1 (Rocket Propellant-1 o Refined Petroleum-1), una forma di kerosene molto raffinata, e ossigeno liquido come propellenti per alimentare due motori derivati dall’NK-33 (venduto da Aerojet come AJ-26), sviluppato in origine per il programma spaziale sovietico. Il secondo stadio del razzo Antares, chiamato Castor 30, è a propellente solido e deriva dal Castor 120.
Il razzo vettore Antares è dotato di un terzo stadio opzionale, che può essere un BTS (Bi-Propellant Third Stage) o un tipo basato sull’ATK Star 48. Il BTS deriva dal GEOStar di Orbital Sciences e utilizza tetraossido d’azoto e idrazina come propellenti ed è progettato per portare i carichi fino alle loro orbite finali. Il modello basato sull’ATK Star 48 è dotato di un motore a stato solido Star 48BV e può essere usato per raggiungere orbite che richiedono energie più elevate.
Orbital Sciences è una delle aziende che ha ricevuto finanziamenti dalla NASA per portare avanti il programma Commercial Orbital Transportation Services (COTS) per lo sviluppo di navicelle spaziali in grado di trasportare carichi verso la Stazione Spaziale Internazionale. Nel 2008 ha siglato con la NASA il contratto Commercial Resupply Services per l’effettivo trasporto di carichi.
Il razzo vettore Antares trasportava anche tre nanosatelliti del tipo PhoneSat, piccolissimi cubi della dimensione di una tazza da caffè costruiti attorno ad un normale smartphone modello Nexus One. Un quarto nanosatellite, chiamato Dove-1, è del tipo CubeSat, un altro satellite sperimentale davvero piccolo costruito con normali componenti che si trovano nei negozi.
Orbital Science e la NASA hanno annunciato che il lancio ha avuto successo e sia la massa che simula la navicella spaziale Cygnus che i nanosatelliti sono entrati regolarmente in orbita. È previsto che la finta Cygnus rimanga in orbita per circa due settimane prima che cominci a decadere e alla fine ricada bruciandosi nell’atmosfera. Essa è dotata di 70 sensori che hanno registrato le sollecitazioni a cui sarà sottoposta la vera Cygnus durante un lancio.
Ovviamente, tutti i dati saranno esaminati e se le conclusioni saranno soddisfacenti Orbital Sciences potrebbe procedere con il suo programma, che in giugno o all’inizio di luglio prevede il grande passo in avanti, ovvero il lancio dimostrativo della vera navicella spaziale Cygnus e il suo attracco alla Stazione Spaziale Internazionale. SpaceX è davanti ma se tutto andrà bene entro l’anno Orbital Sciences sarà la seconda azienda privata a trasportare carichi alla Stazione, aprendo ancora di più le porte ai viaggi spaziali commerciali.
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