I figli di Medusa di Bob Shaw

I figli di Medusa di Bob Shaw (Edizione britannica)
I figli di Medusa di Bob Shaw (Edizione britannica)

Il romanzo “I figli di Medusa” (“Medusa’s Children”) di Bob Shaw è stato pubblicato per la prima volta nel 1977. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 874 di Urania.

Myrah e il suo Clan sopravvivono faticosamente nel loro mondo d’acqua, sempre alla ricerca di bolle d’aria da respirare e sempre con il pericolo di essere divorati dalle mostruose Horra. Qualcosa in quel mondo sta cambiando e per cercare di capirne le cause l’unica possibilità è un’azzardata spedizione nelle profondità dell’acqua, dove si dice che regni il dio Ka.

Hal Tarrant ha un passato complicato e sta cercando di rifarsi una vita. Purtroppo, lavorando in mare, si imbatte in una specie di seppia gigante e riesce a fatica a salvarsi dal suo attacco. Cercando di capire da dove possa venire quella creatura decisamente anomala, finisce per scoprire misteri ben più grandi.

Bob Shaw ha scritto tanti romanzi basati su idee interessanti sviluppate magistralmente, purtroppo “I figli di Medusa” non è uno di questi. Questo romanzo è basato su un’idea interessante, ovvero l’esistenza di un’enorme sfera d’acqua nello spazio abitata da un gruppo di esseri umani. Il problema è nel modo in cui quest’idea è stata sviluppata, secondo me decisamente al di sotto della media delle storie di quest’autore.

Piuttosto presto nella storia viene affermato che la sfera d’acqua è stata creata da una macchina costruita da un’antica civiltà. A quel punto, mi sarei aspettato che il romanzo si concentrasse su quest’elemento, con la ricerca di questa macchina e magari delle tracce dei suoi creatori per capire che fine avessero fatto. Al contrario, l’esistenza di questa civiltà rimane solo un accenno, un puro espediente narrativo per giustificare l’esistenza della sfera d’acqua, mentre il romanzo viene sviluppato in una direzione completamente diversa.

La parte iniziale de “I figli di Medusa”, con il racconto della vita di Myrah e del suo Clan in quello strano mondo d’acqua, mi va bene perché c’è il sense of wonder nella storia di quell’ambiente per certi versi alieno. Bob Shaw racconta le difficoltà del Clan nel sopravvivere in quella situazione ed è appropriato dire che aiuta il lettore a immergersi in quello stile di vita.

Secondo me però il romanzo si focalizza troppo sulle Horra e sulla lotta contro di esse da parte degli umani e su ulteriori elementi che emergono nella seconda parte. In particolare, la parte del romanzo ambientata sulla Terra viene sviluppata in una maniera che ho trovato davvero poco interessante viste le basi gettate all’inizio.

Anche i personaggi, generalmente un altro dei punti di forza nelle storie di Bob Shaw, ne “I figli di Medusa” risultano piuttosto deboli. Myrah, il primo personaggio presentato nel romanzo e una protagonista della parte iniziale, scompare totalmente a metà della storia circa. Hal Tarrant, che alla fine è il vero protagonista, per gran parte del romanzo sembra poco più che un maniaco sessuale.

È un peccato perché anche in “I figli di Medusa” Bob Shaw aveva inserito elementi interessanti come i cambiamenti climatici, non certo comune in un romanzo degli anni ’70, e un mondo futuro in cui almeno parte delle nazioni odierne si sono frammentate. Insomma, c’erano le premesse per un’altra delle belle storie che quest’autore ci ha offerto in abbondanza ma stavolta secondo me il risultato è stato negativo.

Posso solo pensare che “I figli di Medusa” sia stato scritto durante uno dei periodi in cui Bob Shaw soffriva di emicranie in maniera particolarmente forte o in un uno in cui beveva anche più del solito oppure aveva entrambi questi problemi. È possibile che avesse una scadenza da rispettare e il suo editore abbia comunque accettato il romanzo perché a quell’epoca Shaw era un autore famoso perciò avrebbe venduto lo stesso.

Secondo me, complessivamente “I figli di Medusa” è decisamente uno dei peggiori romanzi scritti da Bob Shaw e sto parlando di un autore che a me piace. È ovvio che non posso consigliare di acquistarlo, anzi se proprio non siete fan di quest’autore e volete avere tutti i suoi romanzi consiglio di lasciarlo perdere.

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