
Il romanzo “Universo senza luce” (“Dark Universe”), conosciuto anche come “Percezione infinita”, di Daniel F. Galouye è stato pubblicato per la prima volta nel 1961. In Italia è stato pubblicato con il titolo “Percezione ifninita” da Ponzoni Editore nel n. 104 di “Cosmo” e all’interno del n. 51 di “Cosmo. I Capolavori della fantascienza” nella traduzione di Antonietta Mazarino e con il titolo “Universo senza luce” dall’Editrice Nord nel n. 95 di “Cosmo. Collana di Fantascienza” e da Mondadori nel n. 119 di “Urania Collezione” nella traduzione di Sandro Pergameno. Quest’ultima edizione è disponibile in formato Kindle su Amazon Italia
e Amazon UK.
Jared Fenton è uno dei sopravvissuti che vivono nelle caverne facendo affidamento soprattuto sull’udito ma anche sull’olfatto e sul tatto. La sua tribù sopravvive nonostante le minacce di varie creature come pipistrelli giganti e di altri gruppi di umani, soprattuto i Veggenti, che sono molto pericolosi grazie alle loro capacità straordinarie.
Jared vorrebbe comprendere la natura della Luce e del Buio ma la sua ricerca oltre la Barriera che divide le caverne dal Mondo Originario lo porta a mettersi nei guai. Le fonti d’acqua che permettono la sopravvivenza della sua tribù sembrano esaurirsi una dopo l’altra e Jared viene accusato di aver portato su di loro una punizione della Luce. Le cose per lui si mettono peggio quando viene accusato di essere un Veggente in combutta con la Radiazione e gli strani, nuovi mostri inviati dai demoni gemelli Cobalto e Stronzio.
Le storie postapocalittiche erano già un classico quando le prime bombe atomiche vennero utilizzate e ben presto cominciarono ad essere pubblicate molte storie postatomiche. “Universo senza luce” affronta questo tema in maniera originale raccontando la storia dei discendenti di un gruppo di sopravvissuti ad una guerra nucleare e in particolare di Jared Fenton.
La tribù di Jared vive nelle caverne al buio e gli esseri umani si sono adattati a quell’ambiente nel corso delle generazioni. Tra gli animali con cui si devono scontrare ci sono dei pipistrelli ma per certi versi gli umani sono diventati come loro, nel senso che usano soprattutto una sorta di sistema di ecosonar per orientarsi al buio. C’è però un altro gruppo di umani chiamati Veggenti che hanno capacità superiori perché riescono a percepire gli altri umani anche senza sentirli e per questo motivo sono particolarmente pericolosi.
La parte più interessante di “Universo senza luce” è la cultura che si è sviluppata a causa della profonda influenza dell’ambiente e della memoria distorta del Mondo Originario. Fin dall’inizio del romanzo, il lettore viene immerso nel modo di vivere di queste persone, che Daniel F. Galouye descrive nei dettagli. Il linguaggio è lo specchio della loro cultura e l’autore ha sviluppato in maniera straordinaria questo elemento.
Nelle lingue correnti ci sono tanti riferimenti al vedere, anche in senso figurato, che nella lingua dei sopravvissuti sono stati sostituiti da riferimenti al sentire. Essi hanno infatti dimenticato tutto ciò che è connesso alla vista e per loro Luce e Tenebre sono diventati concetti religiosi slegati dal loro vero significato.
Anche le memorie distorte della guerra nucleare sono diventate parte di una strana religione e del linguaggio comune. La Radiazione è il male assoluto e i vari elementi radioattivi sono considerati diavoli. I pipistrelli giganti e i Veggenti sono ritenuti creature possedute dai Demoni Gemelli Cobalto e Stronzio.
Anche Jared, con tutti i suoi dubbi sulla religione della sua gente, fatica a liberarsi dai tanti preconcetti che gli sono stati inculcati fin dalla nascita. Vorrebbe scoprire la vera natura della Luce e del Buio ma i fatti oggettivi a sua disposizione sono troppo pochi per riuscire davvero a superare credenze religiose sviluppate nel corso di generazioni. Quando nuovi avvenimenti minacciano la sopravvivenza della tribù, Jared cerca comunque di interpretarli almeno in parte in accordo con tali credenze.
“Universo senza luce” è sostanzialmente la quest di Jared alla ricerca della verità. Per questo motivo, Jared è di gran lungo il personaggio più sviluppato del romanzo, anche perché esso ha una lunghezza standard per l’epoca in cui è stato scritto. Daniel F. Galouye si è concentrato molto su un protagonista assoluto perciò questa è fondamentalmente la sua storia. C’è di buono che il ritmo è elevato, d’altra parte il finale ha alcuni elementi deboli. “Universo senza luce” è il tipo di romanzo in cui il viaggio conta decisamente più della destinazione.
Pur non essendo perfetto, “Universo senza luce” è davvero un’affascinante immersione in un ambiente particolare e in una cultura unica. Per questo motivo l’ho trovato complessivamente molto buono e ne consiglio la lettura.
[ad name=”eBayAmazonITUKDanielGalouye”]
