La NASA annuncia le prossime missioni su Marte fino all’invio di astronauti

Il Mars Rover Curiosity (Immagine NASA/JPL-Caltech)
Il Mars Rover Curiosity (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Le novità riguardanti la missione del Mars Rover Curiosity che hanno aperto la settimana sono state molto meno entusiasmanti per il pubblico di quanto le voci facessero sperare. Nonostante ciò, Curiosity ha certamente ravvivato l’attenzione nei confronti del pianeta rosso e ora la NASA ha annunciato un piano a lungo termine davvero interessante che potrebbe culminare con l’invio di astronauti, anche se solo dopo il 2030.

I piani per una missione che includa esseri umani sono ancora molto vaghi, al contrario ci sono programmi anche molto precisi per l’invio di altre sonde su Marte. La difficoltà maggiore per la NASA negli ultimi anni è stata rimanere entro il budget assegnato. Alcuni progetti sono stati ridimensionati, altri radicalmente ripensati ma l’amministrazione Obama si è impegnata ad appoggiare l’esplorazione di Marte perciò per il resto di questo decennio sono state previste alcune nuove missioni.

Si comincerà il prossimo anno con il lancio della sonda spaziale MAVEN (Mars Atmosphere and Volatile EvolutioN). Parte del programma Mars Scout, che ha lo scopo di produrre navicelle più piccole ed economiche delle generazioni precedenti, questa sonda venne annunciata già nel 2008. Il suo scopo è quello di studiare l’atmosfera di Marte per capire la sua evoluzione nel corso del tempo, lo stato dei vari strati e approfondire la conoscenza degli elementi che la compongono anche a livello isotopico.

Per il 2016 è previsto il lancio della missione InSight (Interior Exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport), costituita da un lander che dovrebbe utilizzare un sismometro ed un sensore termico per studiare la struttura interna di Marte. Lo scopo è di comprendere meglio la formazione del pianeta rosso e la sua evoluzione geologica. Queste informazioni dovrebbero fornire nuovi indizi sulla formazione dei pianeti rocciosi, Terra inclusa.

Nei prossimi anni ci sarà anche una collaborazione con l’ESA alla missione ExoMars (Exobiology on Mars). In origine, NASA ed ESA dovevano sviluppare assieme il Trace Gas Orbiter e un rover, ovvero le due navicelle che compongono la missione. A causa di tagli del budget, all’inizio del 2012 la NASA ha rinunciato a collaborare allo sviluppo della missione ma fornirà comunque alcuni strumenti. Roscosmos, l’agenzia spaziale russa, ha sostanzialmente sostituito la NASA nella missione ExoMars, che quindi è diventata una collaborazione internazionale come solo la Stazione Spaziale Internazionale è stata prima d’ora. Secondo i piani, il Trace Gas Orbiter dovrebbe essere lanciato nel 2016 e il rover ExoMars nel 2018.

Un progetto più ambizioso è quello di inviare un nuovo rover su Marte nel 2020. La base è il Mars Rover Curiosity, a cominciare dal sistema di atterraggio, che ha dimostrato di funzionare. Questo permetterà di tagliare notevolmente i costi di sviluppo assieme ad alcuni componenti già costruiti come parti di riserva per Curiosity da usare in caso di problemi durante i test.

Vedremo come saranno sviluppati i piani per inviare astronauti su Marte. Nei giorni scorsi sono arrivate notizie, seppure un po’ vaghe, dei piani cinesi per costruire un piccolo ecosistema chiuso da utilizzare in basi extraterrestri, sulla Luna o su Marte. Si sa che i cinesi dicono ben poco ma i loro annunci vanno presi sul serio. Nei prossimi anni potrebbe iniziare una nuova corsa allo spazio con la Cina decisa a vincere.

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