Batteri sopravvivono in condizioni estreme nel lago Vida in Antartide

Immagine al microscopio elettronico di batteri del lago Vida in Antartide (Immagine cortesia Christian H. Fritsen, Desert Research Institute, tutti i diritti riservati)
Immagine al microscopio elettronico di batteri del lago Vida in Antartide (Immagine cortesia Christian H. Fritsen, Desert Research Institute, tutti i diritti riservati)

Uno studio appena pubblicato al quale hanno collaborato i ricercatori Alison Murray e Christian Fritsen del Desert Research Institute (DRI) del Nevada ha rivelato l’esistenza di batteri che sopravvivono nel lago Vida, nell’Antartide, in condizioni davvero estreme.

Il lago Vida è situato nella parte più settentrionale delle Valli secche McMurdo, valli desertiche del canale McMurdo nella terra della regina Vittoria. La temperatura media è di -13,5 gradi Celsius e l’acqua riesce a rimanere allo stato liquido solo grazie alla salinità elevatissima, circa sei volte quella dell’acqua di mare. Il lago non contiene ossigeno e ha il più elevato contenuto di ossido di diazoto tra le acque naturali sulla Terra.

Si tratta quindi di un ambiente estremo in cui non ci si aspetterebbe di trovare forme di vita, invece molti tipi di batteri riescono a sopravvivere in quelle condizioni senza luce solare, dato che il lago è coperto da uno strato di ghiaccio spesso quasi 20 metri. Secondo precedenti studi del lago Vida del 1996 questo ecosistema davvero unico è rimasto isolato per oltre 3.000 anni.

Per studiare i batteri che abitano il lago Vida i ricercatori hanno ideato una serie di protocolli molto severi perché era necessario evitare qualsiasi contaminazione. Durante le operazioni di trivellazione e raccolta di campioni di acqua del lago i ricercatori hanno lavorato sotto tende sterili.

Uno dei quesiti maggiori era la sorgente dell’energia che permette ai batteri di sopravvivere in quelle condizioni. Le analisi geochimiche suggeriscono che le reazioni chimiche tra l’acqua salmastra e i sedimenti ricchi di ferro sottostanti generino ossido di diazoto e idrogeno molecolare e quest’ultimo potrebbe fornire parte dell’energia necessaria alla sopravvivenza dei batteri.

Le ricerche continueranno, anche per studiare le varie specie di batteri trovate. Le analisi genetiche suggeriscono che la maggior parte di essi sono imparentate con tipi di batteri già conosciuti ma uno dei tipi trovati sembra invece molto diverso da tutti gli altri. È addirittura possibile che appartenga a un nuovo phylum e se così fosse si tratterebbe di un’altra scoperta straordinaria.

Questa ricerca è importante per conoscere meglio le forme di vita più estreme esistenti sulla Terra ma anche perché ci fa capire quali forme di vita potrebbero esistere in ambienti extraterrestri simili al lago Vida. Su Europa, il satellite di Giove, e su Encelado, il satellite di Saturno, c’è acqua allo stato liquido sotto una crosta di ghiaccio, è possibile che anche in quegli ambienti ci siano microorganismi che sopravvivono in modi simili a quelli dei batteri del lago Vida.



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