Annunciato Mega, il successore di Megaupload

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Nel gennaio scorso i servizi di file hosting e streaming Megaupload e MegaVideo vennero chiusi e vari membri del team che li gestiva, tra cui il fondatore Kim Schmitz, conosciuto come Kim Dotcom, in una clamorosa operazione internazionale. Nei giorni scorsi, la rivista Wired ha pubblicato un’intervista a Kim Dotcom in cui viene annunciato il nuovo progetto Mega, l’erede di Megaupload. Contro di lui e dei suoi collaboratori erano state avanzare accuse anche di cospirazione ma allora cos’è successo?

La storia sembra un intrigo internazionale. Kim Dotcom e i suoi collaboratori erano stati arrestati in Nuova Zelanda, accusati di mancati introiti per oltre cinquecento milioni di dollari a causa della distribuzione di materiale pirata ma anche di cospirazione e di riciclaggio di denaro sporco.

Nel corso dell’anno però la battaglia legale seguita all’arresto ha segnato varie vittorie per Kim Dotcom. In giugno, l’Alta Corte della Nuova Zelanda ha annullato la confisca dei beni subita da Dotcom e messo in luce varie irregolarità commesse dalle autorità di varie nazioni nel portare avanti l’operazione contro Megaupload e MegaVideo. In settembre, il Primo Ministro neozelandese John Key ha rivelato che le attività di Kim Dotcom erano state spiate illegalmente e si è scusato per l’accaduto.

Già in luglio, Kim Dotcom aveva annunciato l’intenzione di aprire un nuovo servizio di streaming musicale chiamato Megabox, un progetto che aveva già in mente. Ora, Dotcom rilancia con il progetto Mega, una sorta di evoluzione di Megaupload strutturata in modo da cercare di evitare problemi legali.

Il progetto Mega si basa sull’utilizzo di server ridondanti sparsi in varie nazioni in cui i file caricati dagli utenti saranno protetti da crittografia. In questo modo, se in un paese ci fosse un nuovo tentativo di fermare questo servizio, copie dei file rimarrebbero disponibili su server in altri paesi. La crittografia permetterà agli utenti di gestire in maniera segreta i loro file dato che neppure gli amministratori ne avranno le chiavi. A quel punto, la presenza di materiale pirata sarà responsabilità esclusiva degli utenti che li caricheranno sui server.

La battaglia legale tra le corporazioni dello show business, soprattutto americane, e Kim Dotcom va comunque avanti. Dotcom ha anche dichiarato di volersi accordare con esse ma non sarà certamente facile. I dinosauri che cercano di imporre misure sempre più drastiche contro le violazioni del copyright ben difficilmente si arrenderanno all’evidenza dei cambiamenti che continuano ad avvenire rendendo certi atteggiamenti sempre più obsoleti.

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