Facebook si quota in Borsa

Il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg
Il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg

Era solo questione di tempo e ieri Facebook ha presentato ufficialmente alla SEC, l’autorità di controllo della Borsa americana, la documentazione necessaria a dichiarare la volontà dell’azienda fondata da Mark Zuckerberg (foto ©Guillaume Paumier) di dar via ad un’offerta pubblica di azioni per quotarsi in Borsa.

Questa documentazione inevitabilmente usa in quasi tutti i suoi contenuti un linguaggio tecnico legale ma contiene anche una lettera di Mark Zuckerberg in cui il fondatore di Facebook parla di quale consideri la sua missione e conclude elencando i principi che l’hanno ispirato. Zuckerberg elenca cinque principi per la gestione di Facebook: focalizzarsi sull’impatto, muoversi rapidamente, essere audace, essere aperto e costruire valori sociali.

Da tempo viene dato per scontato che quella di Facebook sarà l’offerta pubblica più ricca della storia del campo tecnologico. Le cifre sono davvero impressionanti dato che l’azienda dovrebbe vendere azioni per circa cinque miliardi di dollari. In realtà, nei giorni scorsi si parlava addirittura del doppio ma la valutazione del valore di Facebook crescerà comunque e potrebbe raggiungere i cento miliardi di dollari.

Ora la domanda che tutti si pongono è: quest’offerta pubblica sarà un’occasione per molte persone per arricchirsi oppure costituirà il picco della nuova bolla speculativa riguardante le aziende tecnologiche? Insomma, Facebook può davvero valere cento miliardi di dollari?

Facebook è certamente il social network più importante con i suoi oltre ottocento milioni di utenti ma è anche il più controverso con le battaglie legali di Mark Zuckerberg con i fratelli Winklevoss, che l’hanno accusato di aver rubato una loro idea, con l’ex socio Eduardo Saverin e altre ancora ma anche per vari problemi riguardanti la privacy degli utenti Facebook.

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Facebook è cresciuto per anni grazie ad una serie di finanziatori ma per le leggi americane una volta raggiunti i cinquecento azionisti l’azienda deve comunque pubblicare i dettagli dei propri movimenti finanziari.

Sicuramente a breve termine quest’offerta pubblica sarà un grande successo, rimane il dubbio su cosa succederà a medio e lungo termine. Google non è stata a guardare e l’anno scorso ha lanciato il suo social network Google+ che, dato da alcuni per morto dopo qualche mese, sta per raggiungere la soglia dei cento milioni di utenti.

Bisogna anche vedere quanto durerà questa bolla speculativa riguardante le aziende che offrono servizi su Internet: lo scoppio della bolla precedente provocò un crollo del valore o addirittura la chiusura di varie aziende che fino al giorno prima valevano un sacco di soldi.

Insomma, se avete la possibilità di investire in azioni Facebook fatelo ma tenete gli occhi aperti per venderle subito se le cose cominceranno ad andare male!

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