Il replicante di Sigmund Freud di Barry N. Malzberg

Il replicante di Sigmund Freud di Barry N. Malzberg
Il replicante di Sigmund Freud di Barry N. Malzberg

Il romanzo “Il replicante di Sigmund Freud” (“The Remaking of Sigmund Freud”) di Barry N. Malzberg è stato pubblicato per la prima volta nel 1985. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1635 di “Urania” nella traduzione di Flora Staglianò. È disponibile anche in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK e in formato ePub su IBS.

Le missioni nello spazio profondo richiedono un’attenzione speciale per le esigenze psicologiche dell’equipaggio. Per questo motivo è stato deciso di creare simulacri che riproducono fedelmente artisti come Mark Twain o Emily Dickinson ma anche Sigmund Freud, per poter offrire aiuto a chi soffre di qualche nevrosi o altri problemi psicologici.

Il replicante di Sigmund Freud riproduce i tratti della personalità e possiede tutti i ricordi dell’originale. Ciò vuol dire che possiede le capacità dell’originale ma anche che per lui le situazioni durante le missioni spaziali sono qualcosa di completamente diverso da quelle che ricorda. Su Venere o su un’astronave, aiutare il personale può essere davvero difficile.

Barry N. Malzberg è un autore che nel corso della sua carriera ha spesso scritto storie di personaggi alienati in seguito a reazioni negative ai possibili progressi tecnologici futuri. Ne “Il replicante di Sigmund Freud” il problema viene identificato nella difficoltà di adattarsi ai lunghi viaggi nello spazio profondo che nei prossimi secoli diventeranno sempre più normali.

La soluzione per mantenere la salute psicologica del personale in servizio su altri pianeti o sulle astronavi consiste nel creare simulacri di vari artisti ma anche quello di Sigmund Freud per offrire i suoi servizi come psicanalista. Come suggerisce il titolo, il romanzo si concentra in particolare su Freud, anche se occasionalmente appaiono anche altri replicanti.

“Il replicante di Sigmund Freud” non racconta una storia singola bensì alcuni tentativi del simulacro di Freud di assistere qualcuno in diverse situazioni. In vari modi, la storia di questo simulacro si mischia con la storia del vero Freud, i cui ricordi sono stati fedelmente riprodotti. Per alcuni versi, si tratta di una storia di autoanalisi dato che i pazienti cambiano nel corso del romanzo ma il replicante continua nella sua introspezione.

Nella lettura di questo romanzo sarebbe utile avere buone conoscenze della biografia di Sigmund Freud o almeno di leggere qualche informazione sulla sua vita per distinguere fatti storici da elementi inventati da Barry N. Malzberg. Diverse epoche passate e future possono mescolarsi e ciò può creare confusione al lettore che non conosce i fatti storici.

Nelle epoche future descritte nel romanzo, il simulacro di Sigmund Freud non sembra avere un gran successo nel suo nuovo lavoro di psicanalista. La storia contiene un certo umorismo ma allo stesso tempo è spesso malinconica perché il protagonista tende a indugiare in pensieri negativi sui suoi fallimenti. Sinceramente a volte l’ho trovato anche noioso, in particolare nelle sue lamentele riguardanti Carl Jung.

La storia degli insuccessi di Sigmund Freud diventa sempre più importante fino ad arrivare all’ultima parte, in cui si trova ad affrontare una situazione ancor più diversa dalle precedenti. Stavolta la storia va ben oltre chiacchiere e introspezione e ci sono vari colpi di scena anche se la componente psicologica rimane fondamentale.

“Il replicante di Sigmund Freud” mi ha dato impressioni in parte positive ma in parte negative. La premessa è un po’ bizzarra, nel senso che trovo curiosa l’idea di ricreare antichi artisti e Sigmund Freud invece di addestrare personale vivente specializzato. È una premessa originale ma ho trovato il suo sviluppo spesso pesante e verboso.

Per le sue caratteristiche, la storia non ha un vero ritmo nel senso che gli eventi sono limitati. Sigmund Freud è l’unico vero protagonista perché gli altri personaggi appaiono solo in alcune parti del romanzo e sono funzionali alla sua storia perciò è di gran lunga il personaggio meglio sviluppato.

Complessivamente, “Il replicante di Sigmund Freud” è un romanzo con una forte componente psicologica e introspettiva. Pur essendo ambientato quasi completamente nello spazio, è tutt’altro che un romanzo d’azione essendo composto soprattutto da dialoghi e riflessioni. Per questi motivi, lo consiglio a chi è interessato a questo tipo di storie e a Sigmund Freud, senza limitazioni di genere.

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