
Un articolo pubblicato sulla rivista “Journal of Vertebrate Paleontology” descrive una ricerca su un dinosauro teropode vissuto verso la fine del periodo Cretaceo, circa 76 milioni di anni fa, che è stato chiamato Rativates evadens. Un team di paleontologi guidato da Bradley McFeeters della Carleton University ha riesaminato uno scheletro parziale che era stato attribuito alla specie Struthiomimus altus concludendo che le sue caratteristiche sono abbastanza diverse da costituire addirittura un altro genere.
Le ossa fossili del Rativates evadens vennero trovate nel 1934 nell’area dell’odierno Parco provinciale dei dinosauri nell’Alberta, in Canada. Si tratta di uno dei più grandi giacimenti di fossili di dinosauro del mondo e per questo motivo nel 1979 è stato inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. L’esemplare aveva una lunghezza stimata attorno ai 3,3 metri, un’altezza attorno al metro e mezzo per un peso attorno ai 90 kg.
Nel 1950 l’esemplare, classificato come ROM 1790, era stato attribuito alla specie Struthiomimus altus ma secondo Bradley McFeeters non ha le caratteristiche chiave di quella specie. Per questo motivo, lui e i suoi collaboratori che hanno esaminato le ossa hanno riconosciuto non solo una specie diversa ma anche un genere diverso. Entrambe le specie appartengono alla famiglia dei ornitomimosauri (Ornithomimosauria), chiamati anche dinosauri-struzzo per il loro aspetto per tanti versi simile a quello dei loro lontanissimi cugini odierni.
La classificazione degli ornitomimosauri è complessa perché basata spesso su scheletri parziali, un problema comune a vari gruppi di animali preistorici. In questi casi, ogni nuovo studio può portare nuove risposte ma anche nuove domande. In questo caso, l’attribuzione di uno scheletro alla specie Rativates evadens rafforza il collegamento tra gli ornitomimosauri che vivevano nell’odierno Canada e quelli che vivevano nell’odierna Asia.
I dinosauri teropodi erano generalmente carnivori ma le somiglianze del Rativates evadens con gli struzzi era anche data dal muso a becco privo di denti. Per questo motivo, i paleontologi pensano che essi fossero onnivori che si nutrivano di piante, insetti e piccoli animali. Grazie alle sue lunghe zampe era un buon corridore perciò poteva cacciare piccoli animali e fuggire dai grandi predatori vissuti nella sua epoca, verso la fine dell’era dei dinosauri, come i tirannosauridi.
Gli esami del femore di Rativates evadens indicano che aveva almeno otto anni e quando è morto la sua stazza era vicina a quella di un adulto. La sua massa era poco più della metà di quella di un adulto di Struthiomimus altus e ciò suggerisce che c’erano almeno due specie imparentate ma di diversa stazza che vivevano assieme in quell’antichissimo ecosistema. Claudia Schröder-Adams, co-autrice dell’articolo, ha paragonato quella situazione alla convivenza attuale di volpi, coyote e lupi in certe aree.
Questa ricerca sul Rativates evadens mostra ancora una volta che a volte non serve trovare nuovi fossili per scoprire nuove specie ma bisogna essere certi di aver esaminato adeguatamente quelli disponibili. Le conoscenze accumulate nel campo della paleontologia nel corso dei decenni e le nuove tecnologie oggi permettono di effettuare studi migliori per ottenere nuove informazioni su antiche creature.
