Il veliero dei ghiacci di Michael Moorcock

Millemondi contenente Il veliero dei ghiacci, Il campione eterno e I riti dell'infinito di Michael Moorcock
Millemondi contenente Il veliero dei ghiacci, Il campione eterno e I riti dell’infinito di Michael Moorcock

Il romanzo “Il veliero dei ghiacci” (“The Ice Schooner”) di Michael Moorcock è stato pubblicato per la prima volta nel 1966 a puntate nella rivista “sf Impulse” e nel 1969 come libro. Un’edizione rivista è stata pubblicata nel 1977. Un’ulteriore revisione è stata pubblicata nel 1985. In Italia è stato pubblicato dalla Casa Editrice la Tribuna nel n. 163 di “Galassia” e all’interno del n. 31 di “Bigalassia” e da Mondadori all’interno del n. 68 di “Millemondi” nella traduzione di Roberta Rambelli. Il Millemondi completo è anche disponibile in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK e in formato ePub su IBS.

Konrad Arflane è il discendente di una famiglia di marinai ma ha dovuto cedere la nave dei ghiacci che comandava per pagare dei debiti. Un giorno si imbatte per caso in un anziano uomo ferito e disperso sui ghiacci dopo il naufragio della sua nave. Dopo qualche esitazione, lo salva e lo riporta nella sua città.

L’uomo è il nobile Rorsefne, uno degli uomini più potenti della città di Friesgalt. Prova gratitudine per Konrad Arflane e il fatto che abbia esperienza come capitano di una nave è una fortuna. Rorsefne aveva fatto naufragio durante una spedizione alla ricerca della leggendaria New York e ha bisogno di qualcuno da mettere al comando di un nuovo viaggio.

“Il veliero dei ghiacci” può inizialmente sembrare un misto tra “Storia di Arthur Gordon Pym” e “Moby Dick” per l’importanza della caccia alle balene ma il mondo in cui è ambientato risulta rapidamente diverso dal nostro. Le navi viaggiano sul ghiaccio invece che sull’acqua e anche gli animali si sono adattati a vivere sui ghiacci.

Si tratta di un mondo futuro in cui a causa di una nuova era glaciale anche i mari sono coperti di uno spesso strato di ghiaccio. Si capisce che si tratta del futuro grazie al fatto che Michael Moorcock menziona più volte plastica e nylon, descrivendoli come antichissimi e diventati preziosi. Anche le navi sono antiche e le tecnologie per costruirne altre non esistono più.

Nel corso del romanzo, ci sono molti riferimenti alla religione di quel futuro, incentrata sulla Madre dei Ghiacci. Il tema religioso è fondamentale nella storia perché Konrad Arflane è un tradizionalista. Quando ha la possibilità di comandare una nave alla ricerca della leggendaria New York per lui quello diventa un pellegrinaggio perché là potrebbe trovare la Madre dei Ghiacci.

La devozione di Konrad Arflane è messa alla prova quando si innamora di Ulrica, la figlia del nobile Rorsefne, sposata con il nobile Ulsenn. Urquart, il migliore tra i cacciatori di balene nel suo equipaggio e anche il più devoto alla Madre dei Ghiacci, vede il viaggio verso New York come una possibilità di salvezza per l’umanità. La devozione unisce Konrad e Urquart ma la storia d’amore con Ulrica crea problemi tra i due uomini.

“Il veliero dei ghiacci” è di base una grande avventura sui ghiacci del mondo futuro che però contiene molti altri elementi. Il romanzo è soprattutto la storia di Konrad Arflane, con i suoi tormenti religiosi e amorosi e ciò lo rende anche il personaggio di gran lunga più sviluppato.

Sinceramente la storia d’amore tra Konrad e Ulrica non mi è piaciuta perché mi è parsa superficiale. È un amore quasi a prima vista, reso complicato dal fatto che lei è sposata a un uomo che non ama per motivi di pura convenienza. Alla fine, la loro storia serve sostanzialmente a creare problemi a Konrad.

L’altro difetto del romanzo secondo me è nel finale un po’ affrettato. Questo può essere però giustificato dai limiti di lunghezza imposti nell’iniziale edizione su rivista. È un finale in cui Konrad Arflane scopre la verità sul suo mondo e contiene una speranza per il futuro perciò avrebbe meritato uno sviluppo maggiore.

Secondo me, questi difetti sono ampiamente compensati da un’avventura intrigante con un protagonista che non è esattamente un eroe e qualche altro personaggio interessante. Konrad Arflane vorrebbe che il mondo rimanesse sempre uguale e vede con sospetto ogni cambiamento, a cominciare da una certa tolleranza verso il libero pensiero che trova nella città di Friesgalt. Questa sua ostinazione lo rende per certi versi un anti-eroe eppure bisogna riconoscere la sua onestà, anche con se stesso riguardo ai suoi difetti.

“Il veliero dei ghiacci” non è probabilmente tra i migliori romanzi di Michael Moorcock ma se vi piacciono le avventure con ambientazioni piuttosto estreme e personaggi piuttosto “ruvidi” vi dovrebbe piacere.

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