
L’impatto di un asteroide che circa 65 milioni di anni fa causò l’estinzione dei dinosauri è un evento ormai conosciuto anche al di fuori del campo scientifico. Ora però uno studio pubblicato sulla rivista “Geochemistry, Geophysics, Geosystems” ricostruisce l’impatto di un asteroide molto più grande, dal diametro stimato tra i 37 e i 58 km, avvenuto circa 3,26 miliardi di anni fa.
Donald Lowe, un geologo dell’Università di Stanford e co-autore dello studio, fece una scoperta nella regione del Sud Africa conosciuta come “cintura di Greenstone” nell’area della città di Barberton. Lì sono state trovate alcune delle rocce esposte più antiche della Terra e alcune delle più antiche tracce di vita. In quell’area, Lowe trovò formazioni rocciose che recavano le tracce dell’impatto di un asteroide tra cui uno strato di iridio, un elemento raro sulla Terra ma abbondante in molti asteroidi.
Nella fase iniziale della vita del sistema solare, ci fu un periodo chiamato intenso bombardamento tardivo in cui una notevole quantità di asteroidi colpì i pianeti interni e quindi anche la Terra e la Luna. Generalmente, questo periodo viene esteso tra 4,1 e 3,8 miliardi di anni fa ma ciò non significa che al suo termine gli impatti di asteroidi cessarono. È possibile che ci sia stata una sorta di coda finale in cui l’asteroide oggetto dello studio colpì la Terra.
La ricerca sull’impatto avvenuto circa 3,26 miliardi di anni fa è stata condotta anche tramite simulazioni che hanno fornito agli autori un’idea di cosa sia successo. Le conclusioni sono che l’asteroide causò una catastrofe a livello planetario e forti ripercussioni a livello tettonico.
Il cratere provocato da questo asteroide in un impatto avvenuto ad una velocità attorno ai 20 km/s potrebbe aver avuto un diametro vicino ai 500 km. Le altre conseguenze secondo i ricercatori furono un terremoto di magnitudo 10.8 con conseguenze dirette a livello globale causando varie scosse di terremoto. Ci furono anche immensi tsunami, almeno nelle acque che non bollirono a causa del calore generato da tutta l’energia rilasciata in seguito all’impatto.
Il fisico Norman Sleep dell’Università di Stanford ha utilizzato modelli fisici per ipotizzare le caratteristiche dell’impatto confrontando i dati disponibili con quelli di altri terremoti e impatti sulla Terra e sulla Luna. Sleep ha così ricostruito il modo in cui le onde hanno viaggiato dal sito dell’impatto creando le formazioni geologiche della cintura di Greenstone.
Le tracce del cratere vero e proprio potrebbero essere scomparse nonostante la sua vastità perché in oltre tre miliardi di anni l’attività geologica potrebbe aver modificato completamente l’area. È una ricerca importante per capire meglio la storia della Terra nelle sue prime fasi, incluse quelle in cui la vita è nata e si è sviluppata.
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Sei meglio di certo giornalismo scientifico.
Complimenti
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Grazie per l’apprezzamento! 🙂