È un successo il lancio dei satelliti Swarm per lo studio del campo magnetico terrestre

Il lancio dei satelliti Swarm (Immagine ESA)
Il lancio dei satelliti Swarm (Immagine ESA)

I tre satelliti identici che formano la costellazione Swarm sono stati lanciati dal cosmodromo russo di Plesetsk utilizzando un razzo vettore Rokot. Hanno lo scopo di studiare il campo magnetico terrestre. I satelliti sono stati messi in orbita con successo e dopo circa un’ora e mezza sono state stabilite le comunicazioni con tutti tre.

Mentre la missione della NASA iniziata l’anno scorso delle navicelle van Allen, originariamente conosciute come Radiation Belt Storm Probes (RBSP), ha lo scopo di studiare le fasce di van Allen, la missione Swarm si concentra maggiormente sull’analisi dell’attività elettromagnetica che avviene all’interno della Terra, nel suo nucleo, nel mantello, nella crosta e negli oceani. La ricerca è completa perciò verrà analizzata anche l’attività nella ionosfera e nella magnetosfera.

Lo scopo della missione Swarm è quello di capire meglio i processi che fanno funzionare la Terra come una dinamo, un’attività che in questo momento sembra si stia indebolendo. In comune con la missione delle navicelle van Allen c’è la parte della ricerca che ha come scopo l’analisi dell’influenza delle emissioni solari sullo strato più alto dell’atmosfera terrestre.

Una volta arrivati in un’orbita terrestre bassa, i tre satelliti hanno cominciato a separarsi per raggiungere le traiettorie finali con una serie di manovre che andranno avanti per mesi a causa della bassa potenza dei propulsori. Due satelliti viaggeranno in traiettorie parallele ad un’altezza iniziale di circa 460 km che scenderà nel tempo fino a circa 300 km. Il terzo satellite salirà invece ad un’altitudine di circa 530 km con una traiettoria che alla fine sarà ortogonale a quella degli altri due.

I tre satelliti sono dotati di vari strumenti in grado di misurare con grande accuratezza una quantità di emissioni elettromagnetiche. Lo strumento principale, chiamato Vector Field Magnetometer (VMF), è montato su una lunga asta che verrà spiegata nel corso delle prossime ore, dopo la verifica dei sistemi. L’utilizzo di un’asta è necessario per evitare che le rilevazioni vengano disturbate dalle emissioni elettromagnetiche dei satelliti stessi.

Gli strumenti dei satelliti Swarm includono anche un accelerometro che fornisce misurazioni sul trascinamento dell’aria e sugli effetti del vento solare. Le sue rilevazioni verranno utilizzate assieme a quelle elettromagnetiche per migliorare la nostra comprensione dell’influenza del vento solare sull’atmosfera.

La missione dei satelliti Swarm dovrebbe durare almeno 4 anni durante i quali verranno raccolti dati che permetteranno di creare modelli globali più precisi del campo magnetico generato dal nucleo e dalla crosta della Terra e della sua evoluzione.

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