
“The Sensorites” è un’avventura della prima stagione della serie classica di “Doctor Who” trasmessa tra il giugno e l’agosto 1964. Segue “The Aztecs” ed è un’avventura composta da sei parti scritta da Peter R. Newman e diretta da Mervyn Pinfield (parti 1 – 4) e Frank Cox (parti 5, 6).
La storia
Il Tardis si materializza su un’astronave il cui equipaggio è apparentemente morto. Quando il Capitano Maitland dà improvvisamente segni di vita, il Primo Dottore (William Hartnell), Ian (William Russell), Barbara (Jacqueline Hill) e Susan (Carole Ann Ford) cercano di soccorrerlo e, utilizzando gli strumenti disponibili, rianimano pienamente lui e la sua collega.
Il Capitano Maitland spiega ai viaggiatori che i Sensoriti, gli abitanti della Senso-Sfera, il pianeta attorno a cui l’astronave sta orbitando, stanno impedendo loro di partire e li esorta ad andarsene prima di rimanere a loro volta bloccati. Un alieno riesce però a smontare il meccanismo di chiusura del Tardis, impedendo al Dottore e ai suoi compagni di entrarvi. L’unica speranza è cercare di comunicare con loro sfruttando le capacità telepatiche di Susan.
All’epoca i vari episodi di ogni avventura avevano titoli individuali, in questo caso:
- Strangers in Space
- The Unwilling Warriors
- Hidden Danger
- A Race Against Death
- Kidnap
- A Desperate Venture
Extra
Questo DVD contiene una discreta quantità di extra. Sono presenti contenuti tipici come i sottotitoli della produzione, i Radio Times Listings, un promo dei DVD di “Doctor Who” pubblicati prossimamente e una galleria di immagini tratte da quest’avventura.
Sono presenti nella traccia audio alternativa vari commenti all’avventura dei protagonisti William Russell e Carol Ann Ford, degli attori Joe Greig, Martyn Huntley e Giles Phibbs, del regista Frank Cox, del progettista di effetti speciali Ray Cusick e della creatrice del make-up Sonia Markham moderati da Toby Hadoke.
Looking for Peter. L’autore di quest’avventura, Peter R. Newman, è praticamente sconosciuto, anche a causa della suo morte prematura. Toby Hadoke cerca di scoprire chi fosse cercando anche la sua famiglia.
Vision On. L’addetto al mixing video Clive Doig spiega come mettere assieme un telefilm girato praticamente in diretta.
Secret Voices of the Sense-Sphere. Clive Doig rivela la verità riguardo ad alcune voci di sottofondo che si sentono in alcuni momenti di quest’avventura.
Peter R. Newman aveva scritto la sceneggiatura per “Nemici di ieri”, che venne prima adattato in uno sceneggiato della BBC e successivamente in un film. Newman riutilizzò alcuni degli stessi temi quando scrisse la sceneggiatura per “The Sensorites” inserendoli in una storia di fantascienza ambientata su un pianeta alieno invece che durante la II Guerra Mondiale.
“The Sensorites” mostra uno scontro tra esseri umani e Sensoriti dopo che sul pianeta di questi alieni sono stati scoperti vasti giacimenti di molibdeno. Gli umani vorrebbero il prezioso minerale e gli alieni non vogliono che il loro pianeta venga depredato e reagiscono.
Ciò viene però chiarito nel secondo episodio mentre all’inizio il Dottore e i suoi compagni si trovano di fronte a quella che sembra un’azione ostile da parte dei Sensoriti nei confronti dell’equipaggio di un’astronave terrestre. Tale impressione si rafforza quando uno degli alieni riesce a smontare il meccanismo di chiusura del Tardis.
Il primo episodio in particolare è davvero buono per la tensione che si crea a causa del senso di minaccia crescente. I set che riproducono parte dell’astronave terrestre sono ben fatti per gli standard di “Doctor Who” degli anni ’60 e anche il secondo episodio vi è ambientato interamente.
Pian piano, la situazione comincia ad essere spiegata e diventa più ambigua visto che l’atteggiamento dei Sensoriti diventano più comprensibile. Un altro elemento interessante è l’utilizzo delle facoltà telepatiche di Susan. Per una volta, un personaggio utilizzato fin troppo spesso in maniera banale ha modo di essere sviluppato e di avere una sua importanza nella trama.
Negli episodi successivi, ambientati sulla Senso-Sfera, mostrano la società dei Sensoriti con le loro differenze sociali e culturali rispetto agli esseri umani. Il fatto di essere telepatici ha influenzato profondamente la loro società, che alla fine risulta non essere né migliore né peggiore di quella umana. Anche i Sensoriti hanno punti di forza e debolezza, a volte simili e a volte diversi da quelli degli umani.
Il problema della xenofibia e della possibilità di fidarsi tra loro tra umani e Sensoriti viene sviluppato nel corso di quest’avventura. Da entrambe le parti ci sono individui pronti a cercare di capire l’altro ma ci sono anche quelli che non vogliono fidarsi solo perché gli altri sono alieni e vogliono solo levarseli di torno, anche ricorrendo alla violenza.
Nonostante l’impressione avuta all’inizio di “The Sensorites”, la storia non è quella degli umani buoni contro gli alieni cattivi e questo è sicuramente un suo elemento fondamentale. Il Dottore e Susan considerano umani e Sensoriti nella stessa maniera e riescono a creare un ponte per gli individui di buona volontà di entrambe le parti.
Anche i set che riproducono luoghi della Senso-Sfera sono di buon livello per gli standard di “Doctor Who” degli anni ’60, un po’ meno i costumi dei Sensoriti, che vennero realizzati con pochi mezzi e quindi non erano esattamente realistici. Nonostante ciò, nella nuova serie Russell T Davies ha creato gli Ood ispirandosi esplicitamente ai Sensoriti, ovviamente avendo un budget per la creazione dei loro costumi molto superiore a disposizione.
Considerando tutti questi elementi positivi, “The Sensorites” sembrerebbe un classico di “Doctor Who”, allora perché ha una reputazione abbastanza negativa? Il problema fondamentale è la lentezza, a volte notevole anche per gli standard dell’epoca. Questa è un’avventura che avrebbe potuto scorrere bene in quattro episodi ma era necessario suddividere il budget su sei episodi e questo è il risultato.
Già nel secondo episodio di “The Sensorites” si nota un allungamento della trama con minuti in cui davvero non succede niente e in quel caso il problema è parzialmente compensato dalla tensione costruita nel primo episodio. Successivamente, il ritmo tende ad essere davvero lentissimo e non ci sono abbastanza elementi che possano compensare quel problema.
Capisco che per molti “The Sensorites” possa risultare noioso ma secondo me la sua reputazione è ingiusta. È vero, il ritmo è complessivamente troppo lento ma ritengo che gli elementi positivi siano più di quelli negativi perciò considero quest’avventura tutto sommato buona.
Il DVD non contiene molti extra anche se è bello che l’autore di “The Sensorites” sia stato salvato dall’oblio in quello che è il principale mini-documentario. Si tratta comunque di un prodotto orientato principalmente ai fan di “Doctor Who” perciò lo consiglio in particolare a quelli tra loro che apprezzano anche storie dal ritmo assai lento. È disponibile su Amazon.

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Come sempre sono d’accordo, e in particolare in questo caso. E’ un serial molto lento, ma decisamente uno dei miei preferiti del Primo Dottore.
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