
Mike D’Antoni (foto ©matt hickey) è stato nominato nuovo allenatore capo dei Los Angeles Lakers terminando un fine settimana di fuoco dal tipico stile hollywoodiano che caratterizza anche le vicende della celebre squadra NBA.
Venerdi era arrivata la notizia piuttosto traumatica del licenziamento dell’allenatore Mike Brown. È vero che la prestagione dei Los Angeles Lakers era andata male con nessuna vittoria e l’inizio della stagione regolare era stato complesso con una vittoria nelle prime 5 partite ma c’erano ampie giustificazioni.
Dwight Howard, la grande stella arrivata quest’estate, è stato inserito lentamente perché si sta ancora riprendendo dai problemi alla schiena che l’avevano costretto a sottoporsi ad un intervento chirurgico. Steve Nash, l’altra stella appena arrivata ai Lakers, si è infortunato e dovrebbe rientrare a fine mese. Anche Kobe Bryant ha qualche problema fisico. Insomma, in parte l’inizio lento era ampiamente previsto e la sfortuna ha aggiunto ulteriori problemi.
Di fatto, Mike Brown non ha mai convinto del tutto. È molto preparato ma Jerry Buss, il proprietario dei Lakers, vuole vincere e non ha dimenticato lo Showtime dei grandi Lakers degli anni ’80, uno stile ben diverso da quello di Brown. Anche i Lakers di Phil Jackson non erano proprio votati al contropiede ma vincevano titoli NBA perciò andavano bene.
Il secondo ritorno di Phil Jackson era la prima opzione per la dirigenza dei Los Angeles Lakers ma pare che “Coach Zen” abbia richiesto oltre 10 milioni di dollari, di poter prendere decisioni riguardo al personale e anche di saltare alcune partite in trasferta. Anche per i Lakers era davvero improbabile concedere tutto ciò.
[ad name=”eBaySport468″]
È quindi arrivato Mike D’Antoni, graditissimo a Steve Nash per i trascorsi ai Phoenix Suns ma evidentemente anche a Kobe Bryant, che ha lavorato con lui nella nazionale U.S.A. e condivide con lui un passato in Italia. Il contratto è per quattro stagioni.
Ovviamente, il compito di Mike D’Antoni non sarà facile. Come allenatore capo dei New York Knicks ha capito che tipo di pressione c’è quando si allena una squadra di quella fama in una citta del genere ed è un’esperienza che, pure essendosi conclusa male, potrà essergli utile.
