Indagini ufficiali sull’offerta pubblica di Facebook

Il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg
Il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg

Le azioni di Facebook non riescono proprio ad avere successo e martedi hanno chiuso ad un valore di 31 dollari, il 18% in meno rispetto ai 38 dollari dell’offerta iniziale. Dopo tante ipotesi però sembra che ci saranno anche indagini ufficiali da parte della Securities and Exchange Commission (SEC) – l’autorità che vigila sulla Borsa – e della Financial Industry Regulatory Authorithy (FINRA), un’organizzazione privata che ha comunque una certa autorità nella gestione degli scambi finanziari.

Dopo il deludente debutto di Facebook al Nasdaq, erano state fatte molte ipotesi sui motivi per cui una quotazione in Borsa che tutti prevedevano che sarebbe stato un successo storico sia andata invece così male. Erano emersi problemi tecnici nel sistema del Nasdaq che avevano influito negativamente sugli scambi, tanto che potrebbero arrivare risarcimenti per parecchi milioni di dollari in favore di investitori che hanno avuto problemi nell’effettuare le compravendite.

Ora però sono emersi altri elementi su ciò che è successo dietro le quinte alla vigilia della quotazione in Borsa di Facebook. Sono infatti emersi documenti che mostrano come come gli analisti di importanti investitori come la banca Morgan Stanley e forse anche quelli Goldman Sachs e JP Morgan avessero rivisto in negativo le stime su Facebook. In particolare, le proiezioni della crescita del fatturato per il secondo trimestre e per l’intero anno 2012 sarebbero state ridotte.

A questo punto comincia il mistero. Com’è possibile che tre diversi analisti abbiano concluso in maniera indipendente che le prospettive delle entrate di Facebook erano in calo? L’ipotesi è che sia stato un dirigente di Facebook a rivelare il problema ma non ci sono dichiarazioni ufficiali.

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Il problema è che questa rivelazione sarebbe stata fatta solo ad alcuni analisti di grossi investitori ma non agli investitori più piccoli. Ciò avrebbe influenzato i risultati della quotazione in Borsa di Facebook e avrebbe danneggiato quelli che hanno acquistato le azioni del social network senza saperne nulla.

Per saperne di più dovremo attendere le indagini di SEC e FINRA. Quel che è certo è che il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg (foto ©Guillaume Paumier) si è comunque arricchito, i grossi investitori di Wall Street hanno avuto informazioni privilegiati prima dell’offerta pubblica mentre i piccoli investitori sono diventati carne da cannone in una delle più grandi offerte pubbliche della storia.

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