Paradosso cosmico di Charles L. Harness

Paradosso cosmico di Charles L. Harness
Paradosso cosmico di Charles L. Harness

Il romanzo “Paradosso cosmico” (“Flight Into Yesterday” o “The Paradox Men”) di Charles L. Harness è stato pubblicato per la prima volta nel 1953. È la versione espansa di un romanzo breve pubblicato nella rivista “Startling Stories” nel 1949. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nei nn. 552 e 900 di “Urania”, nel n. 132 dei “Classici Urania” e nel n. 111 di “Urania Collezione”. Quest’ultima edizione è disponibile anche in formato Kindle su Amazon Italia
e Amazon UK.

Nella seconda parte del XXII secolo l’Impero Americano è sempre sull’orlo di una guerra con la Federazione Orientale. In questo futuro la società americana è notevolmente regredita e sono tornati in auge molti elementi medievali come la schiavitù e i duelli con le spade per risolvere le controversie.

Alar fa parte della Società dei Ladri ma non conosce la sua reale identità. È stato trovato cinque anni prima senza alcuna memoria vicino ai rottami di un’astronave ma chi è realmente? Perché alcuni scienziati della Società dei Ladri considerano Alar così importante? Perché le autorità lo cercano con un dispiego di mezzi ben superiore rispetto ai casi di altri Ladri?

“Paradosso cosmico” ebbe una genesi particolare. Venne pubblicato per la prima volta nel numero di maggio 1949 della rivista “Startling Stories” con il titolo “Flight Into Yesterday”, venne successivamente espanso e pubblicato nella prima edizione come libro nel 1953, venne ulteriormente espanso e ripubblicato nel 1955 con il titolo “The Paradox Men” ed ebbe un’ulteriore edizione che contiene alcune modifiche nel 1981.

Per la trama di “Paradosso cosmico”, Charles L. Harness si ispira a concetti espressi dallo storico britannico Arnold J. Toynbee, che analizzò lo sviluppo e la decadenza delle maggiori civiltà nella storia del mondo. Secondo Toynbee, le civiltà si formano rispondendo a una serie di sfide e declinano quando i leader non sono in grado di dare risposte alle sfide.

In “Paradosso cosmico”, gli storici del futuro che si ispirano a Toynbee vedono l’Impero Americano come quello Assiro poco prima del suo crollo. Essi identificano la loro civiltà come “Toynbee 21” e affermano che in caso di guerra con la Federazione Orientale essa crollerebbe e le succederebbe la civiltà “Toynbee 22″.

Charles L. Harness usa questo concetto di fondo per creare una complessa avventura che comprende lo scontro tra le autorità e la Società dei Ladri, fondata dallo scienziato Kennicot Muir prima di scomparire. Viene considerato morto da quasi tutti e la sua vedova è diventata schiava del suo peggior nemico ma qualcuno pensa che possa essere ancora vivo.

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Nel corso del romanzo, vengono pian piano rivelati i ruoli e i poteri del misterioso ladro Alar, la cui reale identità è sconosciuta anche a lui stesso perché è stato trovato senza memoria vicino ai rottami di un’astronave naufragata, ma anche della Mente Microfilmica, una sorta di computer umano.

Viene da chiedersi se Frank Herbert si sia ispirato alla Mente Microfilmica per creare i mentat nel suo romanzo “Dune”. Certamente, ha utilizzato un altro concetto preso da “Paradosso cosmico”, quello degli scudi personali che proteggono contro i proiettili ma non contro le armi da taglio.

Charles L. Harness è stato paragonato ad A.E. van Vogt per le idee inserite in “Paradosso cosmico”, in particolare quelle riguardanti i poteri mentali. Harness riesce però a mantenere una maggiore coerenza globale. Il suo romanzo non ha uno sviluppo caotico ma arriva ad un finale che spiega il suo inizio e dà un senso all’intera storia.

In realtà, neppure Charles L. Harness è particolarmente rigoroso dal punto di vista scientifico. L’autore infatti utilizza concetti scientifici come base per speculazioni piuttosto azzardate. D’altra parte, rispetto alla media delle storie di fantascienza dell’epoca, “Paradosso cosmico” contiene molte basi scientifiche, con una ricchezza di idee che oggi permetterebbe all’autore di scrivere una trilogia di romanzi di cinquecento pagine ciascuno invece che un unico romanzo lungo meno di duecento pagine.

“Paradosso cosmico” è chiaramente un romanzo con alcune caratteristiche tipiche del periodo in cui venne scritto che è diventato un classico grazie ai tanti elementi messi assieme per formare una storia molto più sofisticata di quelle che in genere venivano pubblicate all’epoca. Secondo me, ancor oggi è un romanzo molto godibile perciò ne consiglio decisamente la lettura.

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