
Il romanzo “Eroi di guerre invisibili” di Claude Francis Dozière è stato pubblicato per la prima volta nel 2021 da Delos Digital nel n. 52 di “Imperium”.
Jane Hattaway è al suo primo comando di un’astronave in quella che dovrebbe essere una missione di routine che ha lo scopo di eseguire alcuni test operativi. Quando però trova due relitti nello spazio, ogni traccia di normalità svanisce perché una delle astronavi apparteneva alla flotta umana mentre l’altra apparteneva alla flotta degli alieni Hurack.
Gli ordini che il capitano Hattaway riceve quando informa l’ammiraglio James Edwards della scoperta sono di mantenere l’assoluto riserbo e di distruggere le registrazioni recuperate. Comincia a sospettare che stia succedendo qualcosa di strano e decide di disobbedire cercando di decifrare le registrazioni invece di distruggerle.
Claude Francis Dozière non ha reinventato la ruota scrivendo “Eroi di guerre invisibili” ma ha utilizzato elementi narrativi che hanno origine in una fantascienza molto classica. L’ha fatto creando un futuro in cui l’umanità si è espansa nello spazio e ha a che fare con varie specie aliene. Sono basi facilmente comprensibili con pochi dettagli per chi ha un minimo di dimestichezza con questo tipo di storie.
Il romanzo comincia qualche anno dopo una guerra interstellare che ha lasciato qualche strascico e una pace che, di conseguenza, è fragile. In questo scenario, l’autore ha sviluppato una trama in cui c’è molta azione ma allo stesso tempo sono cruciali intrighi che portano ad alleanze nascoste e operazioni altrettanto nascoste che possono essere di natura militare o di spionaggio.
Sono situazioni che portano a colpi di scena e rivelazioni di segreti che cambiano il modo in cui i protagonisti, e anche i lettori, vedono diverse situazioni ed eventi. Una storia che all’inizio può dare una sensazione di già visto diventa rapidamente interessante per quel tipo di sviluppi.
Ad esempio, all’inizio mi è capitato di pensare al capitano Jane Hattaway come a Janeway, anche per la similitudine nei nomi, ma ben presto si rivela un personaggio ben diverso dal capitano della USS Voyager. In sostanza, il lettore può trovare una familiarità con certe ambientazioni e situazioni ma ciò non significa affatto che la trama sia scontata! I lettori più smailiziati possono divertirsi a cercare di prevedere certi sviluppi e quali personaggi appartengano alle varie fazioni che vengono rivelate nel corso del romanzo.
Questi elementi narrativi formano una trama in cui i personaggi non sono necessariamente ciò che sembrano. Per questo motivo, all’inizio può sembrare che l’autore si sia limitato a usare qualche cliché per creare alcuni di essi ma andando avanti con la lettura si può vedere come essi mostrino nuove sfaccettature legate a rivelazioni dei loro segreti.
Attraverso gli eventi vissuti dal capitano Hattaway e dal suo equipaggio, il lettore impara a conoscere i dettagli della fragile pace esistente tra le varie specie e gli intrighi che hanno al centro la stazione spaziale 85. Le situazioni sviluppate rendono difficile per la protagonista capire chi siano davvero gli alleati e chi i nemici. Non è certo un problema da poco quando la pace è fragile e i relitti scoperti indicano che i pericoli di scontri armati, anche isolati, permangono.
L’utilizzo da parte di Claude Francis Dozière di elementi narrativi familiari gli ha permesso di evitare di dilungarsi in spiegazioni che avrebbero rallentato il ritmo. Per questo motivo, “Eroi di guerre invisibili” è un romanzo relativamente breve pieno di azione e che contiene anche vari spunti di riflessione legati agli intrighi in atto durante una fragile pace. Per questi motivi lo consiglio soprattutto a chi apprezza storie piene di segreti e misteri tra le stelle.
