
Il romanzo “La sfinge dei ghiacci” (“La Sphinx des glaces”) di Jules Verne è stato pubblicato per la prima volta nel 1897. In Italia è stato pubblicato in varie edizioni e traduzioni.
Jeorgling intende tornare negli USA dopo aver trascorso un periodo nelle isole Kerguelen per motivi personali. Chiede di essere accettato come passeggero sulla nave Halbrane ma inizialmente il Capitano Len Guy sembra assolutamente contrario. Quando però il capitano scopre che Jeorgling è del Connecticut e conosce la storia di Arthur Gordon Pym, cambia idea.
Nel corso del viaggio, la Halbrane si imbatte in un iceberg sul quale viene trovato il cadavere di un marinaio della nave Jane. L’uomo ha con sé una nota in cui c’è scritto che altri membri del suo equipaggio sono ancora vivi. Jeorgling credeva che la storia di Arthur Gordon Pym fosse frutto di fantasia ma deve accettare l’idea che sia un reale resoconto.
“La sfinge dei ghiacci” è un seguito del romanzo “Le avventure di Arthur Gordon Pym“. Jules Verne fu uno dei tanti lettori che vennero ispirati dall’opera di Edgar Allan Poe, nel suo caso al punto di continuarne la storia. Ambientata poco più di un decennio dopo le avventure di Arthur Gordon Pym, è una sorta di meta-narrativa in cui Verne gioca sul fatto che il romanzo di Poe venne pubblicato originariamente come un reale diario di viaggio.
Il narratore di questo seguito è Jeorgling, un americano che cerca una nave che lo riporti a casa. Le circostanze lo portano a essere un passeggero di una nave che si dirige verso sud sulla quale si ritrova a ripercorrere almeno in parte il viaggio compiuto da Arthur Gordon Pym.
Edgar Allan Poe aveva raccontato una storia che includeva alcuni misteri, soprattutto per quanto riguardava il destino di vari compagni di viaggio del protagonista. In una storia che per certi versi è perfino più avventurosa di quella raccontata da Poe, Jules Verne cerca di proporre delle soluzioni ad almeno alcuni di quei misteri.
In certi casi, gli sviluppi di trama incentrati sui misteri inclusi nel romanzo di Edgar Allan Poe avvengono attraverso colpi di scena che possono cambiare notevolmente il senso delle azioni di uno o più personaggi. All’inizio del romanzo, Jeorgling vuole solo tornare a casa sua dopo un periodo trascorso nelle isole Kerguelen ma finisce coinvolto in un’avventura legata a quello che pensava essere solo un racconto di fantasia assieme a persone di cui comprende le motivazioni solo dopo aver scoperto i loro segreti.
Tutto ciò fa de “La sfinge dei ghiacci” un romanzo nello stile di Jules Verne e il risultato è uno di quelli che possono essere chiamati i suoi viaggi straordinari. In questo caso, si tratta di un viaggio nella regione antartica, che allora era ancora ben poco conosciuta. Questa scelta rende questo romanzo ben diverso da “Le avventure di Arthur Gordon Pym”, anche perché la tensione e i pericoli sono ben diversi rispetto a quelli incentrati sull’orrore psicologico raccontati da Edgar Allan Poe.
Il romanzo di Jules Verne è stato etichettato come fantascienza per alcuni elementi come quello legato al titolo. È soprattutto un’avventura basata sull’esplorazione di quelli che, all’epoca in cui venne scritto, erano i mistri della regione attorno al polo sud. È inevitabile che oggi “La sfinge dei ghiacci” sia per certi versi anacronistico ma può essere ancora apprezzato dagli amanti delle avventure sui mari piene di pericoli e colpi di scena.
