L’ultima chance di Cat Rambo

L'ultima chance di Cat Rambo
L’ultima chance di Cat Rambo

Il romanzo “L’ultima chance” (“You Sexy Thing”) di Cat Rambo è stato pubblicato per la prima volta nel 2021. È il primo libro della serie Disco Space Opera. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1741 di “Urania” nella traduzione di Francesca Noto.

Gestire un ristorante dovrebbe essere più facile che essere un ammiraglio della Sacra Mente Alveare ma Nicolette “Niko” Larsen e i suoi collaboratori, che includono ex membri della sua flotta, hanno i loro problemi a far quadrare i conti. Un’occasione si presenta con le voci dell’arrivo di una celebre critica gastronomica e con lei arriva anche il miliardario Arpat Tekraven.

Le preoccupazioni per una recensione del ristorante diventano ben poca cosa quando la stazione spaziale viene attaccata, costringendo tutti all’evacuazione. Tekraven offre a Niko e al suo personale un passaggio sulla sua astronave, la You Sexy Thing, ma muore durante la fuga. Tra le cose portate con sé da Niko c’è una cassa dal contenuto misterioso. L’intelligenza artificiale della You Sexy Thing pensa di essere stata rubata e fa rotta verso un carcere spaziale.

“L’ultima chance” inizia una serie che mescola gastronomia e space opera in un universo narrativo pieno di specie senzienti. Potrebbe essere etichettata come science fantasy perché esiste anche la magia, due membri del personale del ristorante sono leoni mannari e occasionalmente appare qualche fantasma. Si tratta di un caso in cui le etichette di genere hanno un valore molto relativo.

Fin dall’inizio del romanzo, si vede la progressiva costruzione dell’universo narrativo in cui è ambientato e lo sviluppo dei vari personaggi, tipicamente attraverso le loro interazioni. Si tratta di un gruppo davvero variegato dato che appartengono a specie diverse e rivelano le loro personalità individuali.

L’astronave senziente grazie all’avanzatissima intelligenza artificiale è diventa ben presto anch’essa un personaggio importante. Inizialmente è a dir poco sospettosa nei confronti dei suoi ospiti inattesi ma anch’essa si trova a interagire con loro in vari modi. Si tratta di una situazione molto diversa rispetto a quella a cui è stata abituata con i suoi proprietari, i quali la consideravano uno strumento e basta mentre Niko e il suo gruppo la trattano come un individuo senziente.

Il romanzo include molti dialoghi che servono a sviluppare alcuni temi importanti. Ad esempio, Niko si sente sempre responsabile per il suo gruppo, che si espande nel corso del romanzo in modi inaspettati. Ci sono varie ramificazioni etiche e morali legate ad alcuni personaggi, a cominciare dall’astronave senziente.

Nonostante i tanti dialoghi, il ritmo tende a rimanere rapido, anche grazie ai molti eventi raccontati. Ci sono continui colpi di scena e rivelazioni, spesso male accolte da Niko e dal suo gruppo. Non aiuta il fatto che Lassite, una sorta di sacerdote, parli in continuazione della “Spirale del Destino” e di quanto gli eventi che stanno vivendo siano importanti. Eventi che sembrano del tutto indipendenti si interconnettono in vari modi, al punto che a volte sembra che il romanzo sia una combinazione di diverse storie messe assieme. In un universo in cui esiste la magia non è detto che vi sia spazio per le coincidenze.

Il mio unico problema con questo romanzo è nei toni. Per lunghi tratti, nonostante la situazione di emergenza, il tono mi è sembrato abbastanza leggero. La centralità dell’elemento culinario tende ad attutire quello drammatico. Quando la stazione spaziale viene attaccata, non tutto il personale del ristorante riesce a salvarsi e cucinare qualcosa è un modo per gestire il lutto. Per il lettore, che sapeva poco o nulla di questi personaggi, è difficile percepire il lato drammatico. Nella seconda parte del romanzo le cose cambiano quando protagonisti che hanno già avuto un certo sviluppo rischiano la vita e i toni diventano decisamente più cupi.

“L’ultima chance” mi lascia qualche dubbio sull’intensità della storia, soprattutto nella prima parte ma complessivamente la storia mi è parsa piacevole e l’universo narrativo presentato è intrigante. La centralità dell’arte culinaria è una rarità in un’opera di fantascienza. Lo consiglio in particolare agli appassionati di space opera. È il primo libro di una serie ma ha un finale perciò può essere letto come opera autonoma per poi decidere se continuare con i seguiti.

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