
Il romanzo “Timewyrm: Genesys” di John Peel è stato pubblicato per la prima volta nel 1991. È il n. 1 della serie “New Adventures” dell’editore Virgin Publishing. È inedito in Italia.
Il Settimo Dottore sta cercando di mettere ordine nei suoi ricordi ma per errore cancella quelli di Ace. Riesce a rimediare, più o meno, ma durante l’operazione fa partire un messaggio del Quarto Dottore, il quale menziona una creatura mitica conosciuta come Timewyrm. Dopo che il Dottore ha terminato il ripristino dei ricordi di Ace, il Tardis atterra nell’antica Mesopotamia.
Una battaglia tra due astronavi provoca danni a entrambe. Una donna con impianti cibernetici riesce ad atterrare vicino alla città di Kish. Gilgamesh, il re di Uruk, sta cercando di spiare i suoi rivali di Kish e la donna gli dice di essere la dea Ishtar e cerca il suo aiuto. Gilgamesh rifiuta e la donna giura di vendicarsi di lui sfruttando gli abitanti di Kish e la loro devozioni a Ishtar.
“Timewyrm: Genesys” inaugura la collana di Virgin Publishing in cui vengono raccontate le avventure del Dottore in una sorta di continuazione della serie classica di “Doctor Who” cominciando un paio d’anni dopo la sua cancellazione. È un romanzo che serve a riprendere le storie dei protagonisti per lanciarli in nuove avventure. John Peel lo fa con un inizio legato ai loro ricordi per poter offrire informazioni utili per rinfrescare i ricordi dei lettori per poi includere tanti riferimenti a serial classici.
L’ultima stagione della serie classica di “Doctor Who” aveva incluso elementi presi da vari miti e leggende e John Peel fa lo stesso in questo romanzo utilizzando elementi dell’epica di Gilgamesh. Nella libera interpretazione che dà di questo mito, Gilgamesh ha una forza sovrumana ma poca intelligenza ed è sostanzialmente un maniaco sessuale. Il suo amico Enkidu è letteralmente un Neanderthal, descritto nella rappresentazione in stile uomo-scimmia che ormai è stata abbondantemente soppiantata dalla scienza.
Una delle idee dietro alla produzione di queste nuove avventure letterarie era di includere temi adatti a un pubblico più adulto rispetto a quelle televisive. In questo romanzo, ciò include descrizioni a volte truculente delle uccisioni che avvengono in alcuni scontri armati e con menzioni esplicite della prostituzione sacra che costituiva una parte rilevante delle attività del tempio di Ishtar. En-Gula, uno dei personaggi importanti del romanzo, è una delle sacerdotesse e ha 13 anni. È un elemento di una storia ambientata qualche millennio fa in una civiltà che aveva una morale che può sconcertare il lettore moderno. Siete avvisati.
Per essere un romanzo pieno di riferimenti alla serie classica di “Doctor Who”, devo dire che mi è parso che la riproduzione dei protagonisti non sia proprio perfetta. Il rapporto tra il Dottore ed Ace sembra a un livello conflittuale più tipico dei primi tempi in cui avevano viaggiato assieme. Le manipolazioni del Settimo Dottore avevano mantenuto un certo livello di attriti tra lui ed Ace ma nel tempo si era formato un legame tra i due che avrei voluto vedere molto di più in questo romanzo.
Alla fine, i personaggi sembrano dipinti soprattutto per essere utili alla trama. Ciò significa anche che la finta Ishtar è una cattiva piuttosto piatta dato che è ossessionata dall’immortalità e vuole ottenerla a tutti i costi. Nient’altro. Nessuna sfumatura.
Alla fine, “Timewyrm: Genesys” è un romanzo che usa vari elementi tipici delle storie di “Doctor Who” per lanciare la collana di Virgin Publishing. Ha un po’ di difetti ma per i fan della serie classica, in quel momento era un modo per ottenere qualche nuova storia che continuava quelle viste in televisione. È il primo libro del mini-ciclo Timewyrm e oggi può interessare i fan che hanno la curiosità di conoscere quelle storie.
